Avellino – L’interruzione volontaria della gravidanza tra le immigrate è un fenomeno che anche in Irpinia dilaga a macchia d’olio. Se ne discuterà domani presso la sala convegni dello Stap di Avellino, dove verranno illustrate le linee guida intraprese in merito dalla Regione Campania. Presiederà i lavori Massimo Angrisano del Settore O.R.Me.I della Regione Campania. Interverranno: Alberta De Simone, presidente della Provincia, Maria Adinolfi, dirigente dell’Autorità di Gestione del Fondo Sociale Europeo della Campania, Michele Grandolfo dell’Istituto Superiore di Sanità, Emanuela Forcella dell’Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio, Mario Riccio dell’Azienda ospedaliera ‘San Giuseppe Moscati’ di Avellino, Silavana Acone dell’Asl Avellino 2, Ivanhoe Santoro del presidio ospedaliero ‘Landolfi’, Maria Teresa Terreri responsabile del progetto Mira. Le conclusioni delle partecipazioni saranno affidate a Rosetta D’Amelio, Assessore alle Politiche Sociali della Regione Campania. ‘Scelte difficili in contesti estranei – L’Ivg tra le donne straniere’. Questo è il tema del meeting promosso dall’Assessorato regionale alle Politiche Sociali. Una lunga seduta per dibattere di un argomento diventato ormai una piaga sociale dalla vasta portata. I lavori, infatti, saranno aperti alle ore 9.30 e termineranno alle ore 14. L’iniziativa, sostenuta dal Fondo Sociale Europeo, rientra nell’ambito del progetto Mira ed è realizzata in collaborazione con l’Ati. Il programma, che ha attivato nel corso degli anni una serie di attività di mediazione culturale, ha attuato varie politiche di integrazione della popolazione immigrata presente su tutto il territorio campano e in particolar modo nel settore della Sanità locale. Ed è in questo sistema che il fenomeno dell’aborto tra donne extracomunitarie, che rappresentano il 45 per cento degli oltre 110.000 stranieri sul territorio, è apparso subito oggetto di approfondimenti medici e sociali. Amministratori, esperti e operatori del settore si confronteranno, sulle motivazioni che spingono queste persone ad interrompere una gravidanza. Si indaga sulle cause personali, su quelle culturali e sociali, che influiscono sulle scelte riproduttive. Il convegno servirà anche ad illustrare quanto messo in campo da Palazzo Santa Lucia in campo socio-assistenziale e a individuare le residue criticità del sistema. Proprio quello medico è uno dei settori in cui la Regione ha maggiormente investito. Ambulatori, consultori, centri sociali per la prima assistenza, distretti sanitari rivolti agli stranieri temporaneamente presenti (stp) sono attivi su scala regionale. Dal punto di vista informativo, i poli di mediazione culturale, forniscono materiale multilingue per promuovere l’intervento dell’Assessorato alle Politiche Sociali.