Avellino – Ingegneria naturalistica in ambito idraulico: tutto pronto per l’XI edizione delle giornate di studio programmate per il 10,11 e 12 maggio. Finalità dell’iniziativa è quella di continuare il confronto su alcune tematiche dell’ingegneria, valutarne l’efficacia e confrontarsi sulle metodologie di monitoraggio di un’opera nelle fasi di progettazione, esecuzione ed esercizio. Nel corso del cantiere didattico saranno approfondite varie tematiche e saranno realizzati momenti operativi con l’intento di spostare il confronto dal livello accademico al cantiere per cogliere nel complesso i vari aspetti del processo di intervento sul territorio. I tre giorni di lavoro saranno organizzati in una sessione di cantiere ed una di confronto e dibattito tecnico. Gli interventi oggetto di studio sono principalmente quattro: tecnico-funzionali, naturalistiche, estetiche e paesaggistiche, di “ricucitura” al paesaggio naturale circostante; economiche. Ciò che principalmente contraddistingue l’intervento di Ingegneria naturalistica da quello tradizionale è: l’esame delle caratteristiche topoclimatiche e microclimatiche di ogni superficie di intervento; l’analisi del substrato pedologico con riferimento alle caratteristiche chimiche, fisiche ed idrologiche del suolo in funzione degli additivi e correttivi da impiegare; l’esame delle caratteristiche geomorfologiche e geotecniche; le verifiche idrauliche, geomeccaniche e geotecniche; la valutazione delle possibili interferenze reciproche con l’infrastruttura. Ad esempio per una strada: la presenza di sali antigelo e l’interferenza della vegetazione con la sagoma limite; la base conoscitiva, floristica e fitosociologica con particolare riferimento alle serie dinamiche degli ecosistemi interessati per l’efficace sfruttamento delle caratteristiche biotiche di ogni singola specie; l’utilizzo degli inerti tradizionali ma anche di materiali di nuova concezione quali le georeti tridimensionali e i geotessuti sintetici in abbinamento a piante o parti di esse; l’accurata selezione delle specie vegetali da impiegare con particolare riferimento a: miscele di sementi di specie erbacee, specie arbustive ed arboree da vivaio, talee, trapianto di zolle erbose, utilizzo di stoloni o rizomi; l’ abbinamento della funzione di consolidamento con quella di reinserimento ambientale e naturalistico; il miglioramento nel tempo delle due funzioni sopra citate a seguito dello sviluppo delle parti aeree e sotterranee delle piante impiegate, con il mascheramento delle componenti artificiali dell’opera. L’iniziativa organizzata dall’Aipin con il patrocinio dell’amministrazione provinciale di Avellino, si svolgerà tra Santo Stefano del Sole e San Michele di Serino. Al termine del corso ai partecipanti sarà rilasciato un attestato di frequenza.