Avellino – Il Trattato di Lisbona tema dell’incontro con Mancino

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Avellino – Sabato 7 febbraio l’Hotel De La Ville di Avellino ospiterà il dibattito su “Le competenze dell’Unione Europea nel trattato di Lisbona”. A presiedere i lavori sarà Francesco Paolo Casavola, giurista originario di Taranto alla guida dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani e presidente del Comitato nazionale per la bioetica. Interverranno, tra gli altri Nicola Mancino, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Giuseppe Galasso, primo cittadino di Avellino ed Edoardo Volino, presidente dell’ordine forense di Avellino. Nel corso del dibattito interverranno i docenti universitari Vincenzo Maria Sbrescia, autore del testo “Le competenze dell’Unione Europea nel trattato di Lisbona”, Enzo Maria Marenghi, preside della facoltà di Giurisprudenza dell’ateneo di Salerno, Michele Scudiero, professore emerito alla Federico II, Vincenzo Atripaldi, ordinario di Istituzioni di diritto pubblico presso l’Università di Roma, Sandro Staiano, direttore del dipartimento di Diritto Costituzionale della Federico II, Massimo Fragola, professore associato di diritto dell’Unione europea nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università della Calabria, Roberto Miccù, professore all’Università di Roma, Maurizio Orlandi, docente di Diritto delle Comunità Europee alla Sapienza e Emilio Paolo Salvia, docente associato di Istituzioni di diritto pubblico alla Sapienza di Roma.

NOTE – La firma a Lisbona del Trattato di riforma dell’Unione europea ha rilanciato il processo di integrazione, dopo la mancata ratifica del Trattato costituzionale sottoscritto a Roma nel 2004. Tuttavia l’esito negativo del referendum irlandese del 12 giugno 2008 ha spinto i Paesi membri ad una più attenta e rigorosa adesione al progetto di riforma dell’ordinamento comunitario. La nuova delimitazione delle competenze, disegnata nel Trattato di Lisbona, rappresenta la risultante di un ampio dibattito innescato dall’esigenza di fornire una risposta precisa ed efficace alla domanda ‘chi fa che cosa nell’U.E. ?’. Sembra configurarsi un quadro normativo in fieri che si colloca a metà strada fra consolidamento e innovazione; un nuovo assetto che mira a garantire il necessario equilibrio tra gli Stati nazionali e l’U. E., nel rispetto delle identità nazionali, pur all’interno della dimensione comunitaria. Si tratta di una riforma sistemica resa necessaria dall’esigenza di consolidare le linee guida su cui si fonda la ripartizione delle competenze e, nel contempo, di superare le criticità del modello regolatorio vigente.

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