
Il rotondo ko di Bari ha messo a nudo la fragilità difensiva dell’Avellino che evidentemente, oltre ad aver al fugace primato, ha perso anche un po’ di serenità nei meccanismi difensivi lontano da casa. Se infatti al “Partenio-Lombardi” Massimo Rastelli può contare su un bunker a tutti gli effetti, in trasferta Pisacane e i suoi compagni di reparto vacillano troppo spesso di fronte alle offensive degli avversari. Il poker incassato a Bari ha fatto salire a dieci il conto delle reti subite nelle cinque esterne disputate finora. Una media di due gol a partita, troppi per i biancoverdi, inviolati soltanto a Frosinone e che hanno fatto peggio soltanto di Trapani e Varese, entrambe con tredici reti sul groppone. In maggioranza le reti subite su azione (sei) rispetto a quelle nate da palla inattiva (quattro). Sta di fatto che in troppe situazioni si è materializzato un vero e proprio black-out mentale, un deficit di attenzione costato caro come nei primi minuti del “San Nicola”. E’ il momentaneo prezzo da pagare per una difesa giovane e che annovera elementi nuovi rispetto alla passata stagione. Migliorare la tenuta del reparto difensivo in trasferta comporterebbe un significativo passo in avanti nella corsa alle posizioni di vertice.