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Avellino – Iannuzzi e trentacinque anni di storia irpina

Avellino – Dall’intesa democratica all’unione: il centrosinistra presenta ‘Riflessioni di un consigliere’. Un libro di Errico Iannuzzi curato dal giornalista Christian Masiello. 1970-2005: 35 anni di politica irpina commentata nel corso della conferenza stampa di presentazione del volume dall’ex presidente della provincia di Avellino Franco Maselli, dal professor Mario Gabriele Giordano, direttore della Rivista Riscontri, dall’architetto Marcello Petrignani progettista del Prg di Avellino del 1971 e del 1991, dal professor Giovanni Acocella, ex assessore comunale e provinciale, e dal capogruppo della Margherita a Palazzo Caracciolo Giuseppe de Mita. In sala la vice presidente della Provincia Rossella Grasso, il sindaco Pino Galasso, il segretario provinciale della Cisl Enrico Ferrara, il presidente della Camera di Commercio Costantino Capone, l’assessore provinciale Giuseppe Di Milia, l’assessore regionale Enzo De Luca, il segretario cittadino della Margherita Enza Ambrosone, il Presidente dell’Alto Calore Patrimonio, Michele Iannicelli e la dirigente del Convitto Nazionale Angelina Aldorasi. Iannuzzi pone immediatamente un interrogativo: “I nuovi vertici sono stati all’altezza della storia politica di chi li ha generati?”. Il suo racconto prende spunto dal 1970 quando, per volontà dell’onorevole Ciriaco De Mita, si avvia il progetto politico dell’ ‘Unione’, espressione del vecchio Pci e della vecchia Dc. Iniziativa nata tre anni prima del compromesso storico vagheggiato da Berlinguer: una sintesi tra progressisti e cattolici, tra forze democratiche, laiche e comuniste. Uno sforzo finalizzato a sradicare l’ideologia del Pci da quella del comunismo sovietico. Un progetto lungimirante che già guardava all’Europa. Dove i valori superavano le dottrine e gli errori del dopoguerra. “Non si trattava di una semplice alleanza ma di un autentico progetto politico dove l’elemento di forza era costituito dal metodo. E il primo laboratorio di questa nuova prospettiva – continua Iannuzzi – fu il comune di Avellino”. Nell’ottica del rinnovamento culturale, sociale ed economico dell’Italia, e quindi dell’Irpinia, il salto al mondo contemporaneo è stato breve. Iannuzzi, ieri comunista, oggi convinto popolare non manca di analizzare con “disincanto e senza pregiudizio” scelte, azioni e risultati delle gestioni dell’ultimo trentennio irpino. Una storia di alti e bassi inframmezzata dalla tragedia del terremoto. E non manca di bacchettare gli ex compagni (D’Ambrosio e colleghi). “Si incita al rinnovamento – conclude – ma sono i primi a restare dove sono”. Insomma un excursus politico e sociale che tocca la lotta dei lavoratori e approda all’era Di Nunno (“traghettatore verso il cambiamento ma non protagonista del rinnovamento”… dichiara Rossella Grasso) passando per la città. Un’Avellino profondamente cambiata. Osservazioni acute che si concludono con un auspicio: una Sinistra di valori… quelli ‘primitivi’ che hanno fatto grande l’Italia. (di Marianna Morante)

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