Avellino si prepara all’evento della Conferenza programmatica della Cdl che, molto probabilmente, terrà banco il prossimo 2 dicembre. Lo scenario dell’incontro sarà la sala consiliare di Piazza del Popolo. Una scelta mirata e precisa, per lanciare un messaggio forte, dicono dai banchi consiliari del centrodestra: “Riportare il Consiglio al ruolo di luogo delle decisioni”. E la sfida? “Gli avellinesi devono tornare ad indignarsi”, dichiara Giovanni D’Ercole, capogruppo di Alleanza Nazionale al Comune che, nello spiegare tempi e modi dell’organizzazione in corso del meeting cittadino del centrodestra, già presentato in conferenza stampa, non risparmia affondi e novità in arrivo. Come l’intenzione di porre una seria “vertenza istituzionale” al centrosinistra in maggioranza “per il modo di operare del Consiglio comunale”.
Consigliere D’Ercole, da dove nasce la vostra spinta?
“Da una constatazione politica in primis: le ultime elezioni Regionali e Politiche ci consegnano un’agibilità diversa per il centrodestra: la Cdl irpina si trova ad avere due capigruppo regionali, rappresentanza al Parlamento europeo, un senatore dell’Udc, due della Nuova Dc, un deputato di Alleanza nazionale. Personaggi che danno al centrodestra della provincia e di Avellino una nuova agibilità, appunto, a fronte di una riduzione del centrosinistra, che vede solo De Mita, Giuditta e Aurisicchio. E questi fatti ci hanno convinti della necessità di lavorare uniti”.
Quale il filo conduttore ai vostri propositi, la sfida che lanciate alla città?
“Remare in direzione del risanamento di un gap: quello di cittadini che si lamentano con noi del centrosinistra, ma che sistematicamente lo votano. Devono saper scegliere, tra la testa e la pancia. Noi lanciamo il seme delle idee. E allora la nostra missione è questa: sfidiamo la città ad indignarsi di nuovo”.
Quale percorso organizzativo e di metodo avete immaginato per la prima Conferenza programmatica della Cdl ad Avellino?
“Innanzitutto, il metodo sarà quello della produzione orchestrata di idee, che avverrà attraverso lo snodo di cinque manifestazioni tematiche che precederanno la Conferenza programmatica. Ogni partito ha scelto di curare l’organizzazione di uno dei seguenti incontri a tema: Ambiente (Alleanza Nazionale), Politiche sociali e famiglia (Forza Italia), Commercio (Nuova Dc), Sicurezza (Nuovo Psi), Politiche giovanili e culturali (Udc). Al termine di ogni dibattito, si redigerà un fascicolo apposito che sarà aggiunto al plico complessivo il quale andrà a comporre il documento di discussione su cui, in sede di conferenza programmatica, si andranno a confrontare i partiti della Cdl e non solo. Chiederemo infatti la presenza e il confronto dell’associazionismo, dei sindacati, dei cittadini. Perché il nostro obiettivo è di far nascere il programma”.
Dunque, il pensiero va già alle Amministrative del 2009. E ad una prima bozza programmatica. “Il vero appuntamento è questo. E lo testimonia simbolicamente la scelta del Consiglio comunale come sede della Conferenza, luogo dove finalmente tornano le decisioni. E poi, il programma lo può fare chi si candida alla guida di un paese. E noi ci candidiamo. Chi invece governa, dovrebbe pensare al bilancio…non ai programmi”.
Un Consiglio che, a vostro giudizio, avrebbe perso questo ruolo?
“Certo. Ed è anche per questo che a latere, ma in maniera collegata alla Conferenza, e con l’appoggio anche di Libera Città, abbiamo intenzione di porre una seria vertenza istituzionale al centrosinistra comunale: perchè manca agibilità democratica. Ci sono più di dieci ordini del giorno presentati dall’opposizione dal 24 aprile del 2006, mai trattati in sede consiliare. Il Consiglio comunale si riunisce poco e fa poco”. (di Antonietta Miceli)