Avellino – Gargani: “Pdl unito altrimenti saremo peggio del Pd”

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Avellino – Nessuna corrente. Né l’intenzione di creare fratture o contrasti interni al Pdl. Solo un modo per ossigenare il partito e favorire al suo interno spazi democratici alimentati da dialogo e confronto: è quanto emerso questa mattina nel corso dell’incontro che ha visto protagoniste le associazioni politiche e culturali che gravitano all’interno del Popolo della Libertà. Una sinergia unanime ma anche un monito: un valore aggiunto sì, ma non semplicemente questo.
Progetto Sud – Europa, con il promotore Giuseppe Gargani, Merito è Libertà con Generoso Benigni, Noi riformatori azzurri con Orazio Sorece e il Centro Studi Pinuccio Tatarella, rappresentato da Giovanni D’Ercole, nelle veci del padre Franco, hanno dato formalmente i natali ad una Federazione con il chiaro obiettivo di irrobustire e far crescere il Pdl radicandolo in maniera forte sul territorio affinchè il partito possa prescindere dal suo vertice e camminare sulle proprie gambe per costruirsi un futuro definito e non più provvisorio.

Noi riformatori azzurri, nata nel 2005 in seno a Forza Italia, conta attualmente 45mila iscritti. Il presidente Sorece non ha avuto dubbi nel definire l’associazione un valore aggiunto al partito chiarendo la massima disponibilità alla collaborazione: “Non vogliamo una spaccatura, ma neanche vogliamo sentirci degli emarginati. Il Pdl dovrebbe darci una maggiore considerazione. Non aspiriamo da una spartizione di potere né vogliamo operare contrasti nelle scelte del partito. Ma su questo vogliamo essere interpellati”.
E a chi accusa Noi riformatori azzurri di non far parte del Pdl, Sorece replica: “Sono il primo eletto in quota Fi e il secondo nel Pdl”. Più chiaro di così!

Il Centro Studi Pinuccio Tatarella si propone come una associazione che “ha anticipato i tempi”. Il messaggio di Tatarella a raccogliere tutti gli uomini non di sinistra – ma non solo – rappresenta per Giovanni D’Ercole il bagaglio culturale con cui gli ex An hanno voluto ‘arricchire’ il Pdl. Nonostante tutto un’analisi va fatta: “Non possiamo più permetterci di prendere il 35% alle Europee e il 13% al Comune di Avellino. Questo avviane perché non sempre sappiamo prendere atto della valenza strategica di alcune azioni”. La prospettiva regionale, infatti, comincia ad essere sempre più vicina e D’Ercole intende chiaramente vincere una battaglia “che può essere vinta”. “Il consenso si conquista quando si è capaci di interloquire continuamente con la gente, non perché abbiamo il marchietto del Pdl”.

Le ‘correnti’ – così come comunemente vengono definite le quattro associazioni – avevano una ragion d’essere in passato ed indicavano la nascita di piccoli partiti all’interno di un grande partito. Consuetudine consolidata ai tempi della prima Repubblica, quando tante erano le sfumature all’interno di ogni singola formazione politica.
“Oggi parlare di correnti è datato – ha affermato Giuseppe Gargani – Il nostro scopo è semplicemente quello di incentivare movimenti all’interno del Pdl per ossigenare il partito”.
Una pratica che non prescinde da una presa d’atto: la cultura, infatti, in questo contesto gioca un ruolo emblematico e viene definita dallo stesso Gargani il presupposto della politica. Senza approfondimenti culturali la politica, dunque, non sta in piedi. Langue e diventa solo pragmatismo schematico, senza anima.
E la cultura di cui l’ex europarlamentare vuole avvalersi è quella di stampo europeista: “Senza Europa il Sud non ha prospettive di sviluppo. A noi sta il compito di diffondere idee adeguate affinchè il Sud sappia rispondere alle finalità dell’Europa”.

Merito è Libertà, attraverso l’avvocato Generoso Benigni, ha in un certo modo bandito la ‘timidezza’ dei colleghi e si è legittimata nel proprio ruolo e ha evocato la propria identità: “Noi non siamo un valore aggiunto. Noi siamo il Pdl”.
Benigni ha valutato positiva la nascita del partito unico con l’auspicio che all’interno del Pdl si alimentasse quella dialettica interna ‘carente’ in Forza Italia. “L’eccessivo verticismo di Fi poteva essere mitigato da Alleanza Nazionale”. Ma in termini pratici, poi, “così non è stato”. “Nello Statuto del Popolo della Libertà c’è tutto ciò che di negativo c’era nello Statuto di Fi e nulla di positivo di quello di An”. Da qui la necessità di agire all’interno del partito come ‘voce della coscienza’ per lasciare al passato i ‘limiti’ – se così possono essere definiti – di An e Fi e creare, entro settembre, un ‘vero’ partito unico. Altrimenti, come ha precisato Gargani “in caso di fallimento saremo peggio del Pd”. (m.d.p.)

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