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La decisione del primo cittadino ha, ovviamente, scatenato polemiche, ma Galasso ha già dato al comandante dei vigili urbani, Carmine Tirri, l’incarico di predisporre l’ordinanza per fermare gli accattoni.
Resta da capire se i questuanti siano punibili perché l’accattonaggio viene considerato reato, se per un problema di sicurezza, o se per un problema di decoro. L’ultima ipotesi sembra essere la più probabile. O almeno questo pareva trasparire dalle parole di Galasso rilasciate ieri al Mattino: “Domenica mattina ce n’era uno ogni dieci metri”. Non meno importante lo sfruttamento dei bambini, divenuto ormai intollerabile: “È impensabile che vengano sfruttati bambini per chiedere l’elemosina. È assurdo. Questi piccoli vanno tutelati” ha aggiunto poi Galasso.
Il pugno duro dei primi cittadini è stato reso possibile dall’ampio spettro di poteri concesso ai sindaci dal Ministro dell’Interno Maroni. Numerosi i casi esemplari in Italia. Primo fra tutti quello dei mendicanti a Firenze di qualche mese fa che seguì a ruota lo stop ai lavavetri. In Campania hanno fatto scuola il già citato caso di Sorrento, ma anche Capri e Ischia, con multe salatissime, fino a 150 euro.