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Qualche passo in avanti, in nome del riequilibrio delle rappresentanze in seno agli azzurri, è stato compiuto. Anche se non soddisfa. Antonio De Mizio in una riunione nella capitale, insieme al coordinatore regionale Cosentino, riesce a far quadrato sui tasselli più volte presi di mira. “L’organigramma avellinese è stato rimodulato: confermati agli enti locali Antonio Casale, Claudio Rossano vicario, in aggiunta di Donatiello. Il riequilibrio del coordinamento provinciale è stato ulteriormente garantito con il riconoscimento dell’avv. Marco Dragone di Montella e del dott. Orazio Covino di Avella” new entry dell’organismo provinciale al posto di Giovanni Bocella e Emilio Salvatore dimissionari. E con la presa d’atto “delle figure istituzionali di Giovanni Cardinale capogruppo alla Provincia e Nicola Battista capogruppo al Comune capoluogo”. Dunque, De Mizio non sta a guardare. “A breve – dichiara – riunirò il coordinamento per discutere dei problemi che attanagliano la provincia irpinia: l’emergenza rifiuti, l’osservazione al Piano Territoriale regionale, le divisioni che si registrano all’ente Provincia con una maggioranza sempre più litigiosa che pone freni al buon governo di Palazzo Caracciolo, etc. etc.”. Ma…del direttivo? Che dovrà individuare il criterio delle candidature e stabilire paletti per evitare che qualche transfugo possa essere avvantaggiato da scelte elettoralistiche? La richiesta di Sibilia e compagni, al momento sembra non essere stata accolta. “Si sta perdendo tempo – dichiara Claudio Rossano vice coordinatore vicario -. Sembra che lo si faccia a posta per non organizzare il partito”. “Tempo prezioso” a maggior ragione se si considerano anche altre “strane” posizioni. Una fra tutte a “Montemiletto dove la sezione della Casa delle Libertà vede il ‘ritiro’ del simbolo azzurro da parte di un rappresentante che non ha condiviso alcune nomine interne, facendo venire meno lo spirito organico con la Cdl”. Al di là di tutto, le diverse ‘vedute’, modus vivendi di ogni partito, a patto che non si traducano in scontri aperti insanabili – e noi non lo crediamo a maggior ragione in vista di un appuntamento importante quale le politiche – possono rappresentare l’humus per fare forse meglio. Allontanando, però, polemiche “strumentali” che non fanno bene, né all’una né all’altra parte. E’ così che Forza Italia sembra voler affrontare la sua campagna elettorale. (di Teresa Lombardo)