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Avellino espugna Milano ed è già storia: Air in Coppa Italia

E’ fatta. La Scandone raggiunge le Final Eight di Coppa Italia e ci riesce vincendo in trasferta sul mitico campo dell’Olimpia Milano. La società del patron Vincenzo Ercolino, vero artefice di questa impresa, ottiene addirittura con un turno di anticipo la qualificazione e tocca così il punto più alto e glorioso della sua storia, iniziata nel lontano 1948. Un traguardo meritato, ottenuto imponendo il proprio gioco sui campi più difficili e insidiosi d’Italia, grazie ad una pallacanestro veloce e mortifera e ad un organico solido e molto unito sia in campo che fuori. Quella di Milano è stata la ciliegina sulla torta di una stagione fino a questo momento incredibile. Ora i tifosi irpini sognano ad occhi aperti per una squadra che è sulla bocca di tutti e che ha come solo limite il cielo. Caja ha pure provato a fermare la macchina da punti sapientemente costruita da Matteo Boniciolli, ma è apparso tutto inutile. L’idea di Giovacchini in quintetto da specialista difensivo per limitare le scorribande di Green è durata poco meno di un quarto e lo scarso apporto del team ha contribuito a far si che Avellino dominasse in lungo e in largo l’intero match. Come al solito, percentuali da stropicciarsi gli occhi per i biancoverdi, che chiudono con il 57,1% da due e il 55,2% da 3, a fronte del misero 26,3% degli avversari. Sei uomini in doppia cifra per Boniciolli: Smith da avvio al suo personalissimo confronto con il ferro solo nel secondo quarto, ma mette a referto ben 7 punti in un minuto. Williams è come al solito difficile da contenere sotto canestro, specialmente per il Watson ammirato questa sera (2 punti e 4 perse). Green si rivela immarcabile e prima Giovacchini, poi Booker e infine addirittura Gallinari si rendono conto di quanto palleggi basso e veloce il play di Philadelphia. Righetti ha disputato un primo tempo da fenomeno assoluto, come forse mai gli era capitato in carriera, con ben 15 punti a referto, per poi chiudere la gara a quota 20 con la solita abnegazione difensiva. Le vere sorprese di giornata sono però Burlacu (10 punti e 8 rimbalzi) molto preciso e attento in entrambe le metà del campo e soprattutto Daniele Cavaliero, che va oltre la solita partita dell’ex facendo registrare sullo scouting report 15 punti (con 5 su 7 da tre) e regalando scampoli di grande pallacanestro. Il doppio play ha funzionato benissimo per Boniciolli, che grazie all’ottimo apporto della panchina è riuscito a sopperire come meglio non si può alla non-partita di Radulovic, in campo solo 9 minuti con “0” in tutte le caselle statistiche che contano. Milano paga una terribile gestione della palla in fase offensiva, dove non è mai riuscita a spaziarsi decentemente nell’arco dei 40 minuti. Tanti isolamenti, tante incomprensioni, tanti palloni gettati al vento e il solito, immenso Gallinari (come sempre tutelato in maniera spropositata dagli arbitri) a tirare avanti la carretta per tutti (22 punti, 6 rimbalzi, 4 recuperi, 3 assist e 10 falli subiti per un rotondo 30 di valutazione). Avellino, comunque, è nel primo tempo che ha scavato il solco. Con la concentrazione a mille e una carica agonistica pazzesca i lupi hanno avuto dalla loro, oltre i 15 punti di Righetti, 6 assist di Green e delle percentuali principesche(9 su 17 da 3 a fronte dello sconsolante 2 su 11 di Milano) condite da una gestione della palla precisa e lineare malgrado il gioco a 100 all’ora: sono solo 3 le palle perse nelle prime due frazioni a fronte delle 10 (procurate grazie anche ad una buona difesa dei lunghi di Avellino) di Booker e compagni. La Cronaca: L’Olimpia schiera Giovacchini al posto di Vukcevic, Booker, Gallinari, Sesay e Watson; Avellino va con il quintetto classico composto da Green, Smith, Righetti, Radulovic e Williams. Ad aprire le danze è Travis Watson. Avellino mette subito in campo la sua voglia di correre e grazie a due triple consecutive di Righetti si porta sull’ 11 a 9 a cinque minuti dal termine. Righetti in questo avvio è una vera e propria ira di Dio. I biancoverdi giocano bene mentre Milano si affida a conclusioni improvvisate, e neanche i due falli di Smith cambiano la situazione. Boniciolli manda in campo Ortiz e Burlacu, con soprattutto il secondo subito sugli scudi. Una tripla di Green da 8 metri da il 18 a 13 ai suoi a 3 dal termine. Burlacu intanto stringe le viti in difesa costringendo Sesay ai passi e Caja al timeout. Alla ripresa del match Avellino insiste con Ortiz, mentre la grande difesa di Green su Booker permette ai lupi di recuperare palla e di lanciare Righetti da 3, ancora implacabile. Gallinari prova a tenere in piedi l’Olimpia, ma Williams sotto i ferri inizia a farsi sentire. Per l’ultimo minuto in campo Daniele Cavaliero, il grande ex. Il quarto si chiude con l’Air avanti di otto punti, 26 a 18. La seconda frazione si apre con un ottimo Burlacu, che gioca bene in difesa e segna da 3, al quale è in grado di replicare solo Gallinari. Boniciolli va con i due play, mette Bryan sotto le plance e subito arriva la tripla di Cavaliero. L’attacco di Milano è fermo, mentre Avellino continua a giocare bene, malgrado Smith non si sia ancora iscritto al registro dei marcatori. Poco male: dopo il timeout il cecchino biancoverde si sblocca e mette a referto 7 punti di fila in meno di un minuto. Milano non segna più e ci vuole una macchinosa azione di Katelynas per rompere la maledizione del ferro per i padroni di casa. Dall’altra parte ancora una tripla di Cavaliero dà il più 18 ai biancoverdi(28 a 46 a 3 dal termine). La zona messa in campo da Caja al termine del timout lascia tanto spazio e sfida i cecchini irpini sperando in un calo delle statistiche, ma i biancoverdi sono senza pietà. In difesa, intanto, Avellino ruba tanti palloni e causa tantissime palle perse, che consentono ai lupi di volare sul più venti grazie ad un clamoroso Alex Righetti. Un miniparziale di 6 punti da comunque qualche speranza a Milano, che va al riposo lungo sul 34 a 48. La terza frazione si apre con una tripla di Aradori che riscalda un “Palalido” gremito ma alquanto contrariato. Booker porta lo svantaggio sotto la doppia cifra, ma due triple di Daniele Cavaliero rimettono le distanze (54 a 39). Alla festa del tiro lungo torna ad iscriversi Righetti, mentre Milano in fase offensiva è davvero inguardabile e solo Gallinari prova a riaprire il match con un gioco da 3 punti (canestro più fallo). Un redivivo Sesay permette di chiudere un parziale di 8 a 0 e obbliga Boniciolli a rifletterci su. Green all’uscita dal minuto di pausa umilia un già scarso difensore come Vuckevic. Una transizione di Smith e una tripla di Green allonatanano nuovamente Milano (49 a 64 a 4 dal termine). Ancora una tripla di Righetti a bersaglio manda in crisi i padroni di casa, ma Gallinari ha iniziato a fare sul serio ed è ancora un suo gioco da 3 punti a tenere i suoi aggrappati alla partita. Green, però, fa impazzire anche il talentone di casa, il terzo marcatore che Caja gli mette addosso. Un canestro sulla sirena di uno spento Booker lascia 11 punti di vantaggio ad Avellino alla fine del terzo quarto: 57 a 68. L’ultima frazione di gioco si apre con l’ennesima tripla di Cavaliero. Il solito Gallinari, tutelatissimo come al solito dagli arbitri da il -10 ai suoi (61 a 71 a 8 dal termine). Nella sua metà campo, però, la stella italiana commette il quarto fallo contro Williams: Caja, consapevole di non poterne proprio fare a meno, continua a tenerlo in campo. Una tripla di Vukcevic riporta i suoi sul 66 a 75 a 6 dal termine, neanche il tempo di festeggiare che arriva la replica di Burlacu dall’arco dei 6,25. Caja chiama Timeout sul 66 a 78, quando sembra ci siano ancora speranze di riaprire la partita. Qualche errore in attacco di troppo (dove Milano fatica veramente tanto) e l’ennesima tripla del match dei biancoverdi, questa volta di Smith, rimettono 14 punti di vantaggio. Il canestro del colored irpino chiude di fatto la partita, ma l’orgoglio dei cestisti dell’Olimpia ha un ultimo sussulto: Williams e Green chiudono la pratica e spengono ogni velleità. La partita finisce 72 a 86 per Avellino. Chiudete le valige, si va a Bologna. (Di Giuseppe Matarazzo)

Tabellini:
Armani Jeans Milano: Sesay 9, Gallinari 22, Aradori 7, Shaw, Booker 6, Watson 2, Vukcevic 12, Katelynas 8, Gentile, Mercante, Giovacchini 5, Arioli. All: Caja
Air Avellino: Green 14, Radulovic, Smith 14, Ortiz 3, Righetti 20, Cavaliero 15, Lisicky, Paolisso, Cerullo, Bryan, William 10, Burlacu 10. All: Boniciolli.
Mvp: Daniele Cavaliero. Finalmente è arrivato anche il suo momento. Dopo qualche difficoltà di adattamento iniziale al tipo di gioco richiesto dal suo mentore Boniciolli, Daniele sembra aver finalmente trovato la sua dimensione. Messe da parte alcune brutte parentesi, come la sua partita in occasione della sconfitta con Rieti, Cavaliero trova feeling con il canestro e con il resto dei suoi compagni di squadra sia quando in cabina di regia c’è lui da solo sia quando condivide la poltrona con Marquees Green. Il doppio play comincia a funzionare, e la grandiosa serata al tiro dell’ex di giornata non è del tutto casuale, anzi. Con quest’ulteriore innesto la panchina di Avellino acquisisce talento e pericolosità, un’altra buona notizia in vista del prestigioso impegno in Coppa Italia e, perché no, della rincorsa ad un posto in Europa. Da segnalare, al solito, la straordinaria prestazione a tutto campo di Alex Righetti, vero segreto di Pulcinella di questa Scandone vincente e spettacolare.

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