
Avellino – Ora è piena emergenza. Da due giorni ormai è arrivato lo stop ai conferimenti dal Cdr e l’Irpinia si appresta a vivere un nuovo periodo di crisi, l’ennesimo, a causa dei rifiuti. Se, nei mesi scorsi, il tempo aveva ‘alleviato’ i problemi, con l’arrivo del caldo e delle alte temperature aumentano esponenzialmente i rischi per i cittadini. Politici e esperti dibattono e si interrogano sulle possibilità di affrontare questa nuova emergenza, in un continuo tam-tam di accuse e repliche, ma al momento non sembrano esserci soluzioni valide per il breve termine. “Il quadro emerso nell’ultimo incontro del Cosmari è più simile ad un bollettino di guerra che a una relazione” dice il consigliere della Margherita al Comune di Avellino Toni Cucciniello, già vice presidente del Cosmari. “Purtroppo – continua – andiamo avanti di emergenza in emergenza, non riusciamo a creare una situazione di stabilità e controllo del problema rifiuti”. Una situazione allarmante quella che si prospetta per l’Irpinia nelle prossime settimane. Quali soluzioni dunque? “I comuni devono organizzarsi. Ci sono paesi che sono riusciti a trovare uno o più siti di stoccaggio, grazie all’impegno dei sindaci, che in queste situazioni sono i primi ad essere chiamati in causa e, in alcuni casi, i primi a pagare le conseguenze della crisi”. Se in alcuni comuni irpini la situazione riesce a normalizzarsi grazie all’individuazione di siti di stoccaggio, nella città capoluogo il problema non sembra destinato a risolversi in tempi brevi. “Avellino – spiega il consigliere – per caratteristiche morfologiche e ambientali, non dispone di aree in grado di rispondere alle esigenze imposte da questa emergenza. Serve la collaborazione tra enti e cittadini per cercare di ridurre l’entità della crisi. La nostra situazione di perenne emergenza – conclude Cucciniello – non ci ha mai permesso di attivare quei progetti a lungo termine che già ci sono e che abbiamo studiato negli anni scorsi”.