Avellino – Ds: tra verdetti, verità e accuse

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Avellino – Ds, questo pomeriggio al Samantha della Porta vertice blindato dei bassoliniani che appaiono ancora indecisi sulla strategia da adottare. Dopo il summit dei mussiani di due giorni fa al centro sociale di Avellino (che ha visto la partecipazione del deputato Raffaele Aurisicchio, il presidente Michele D’Ambrosio, il mussiano Giuseppe Carillo, la presidente Alberta De Simone, etc. etc.) solo oggi alle ore 16.30, la corrente facente capo in Irpinia all’assessore Rosa D’Amelio, al coordinatore Lucio Fierro, e che vede tra i suoi fedelissimi lo stesso Gerardo Adiglietti, scioglierà con ogni probabilità i nodi intorno alla figura del nuovo segretario provinciale. Rispetto al quale la corrente maggioritaria mussiani-fassiniani ha già deciso e ha fatto sapere che all’assemblea congressuale di sabato prossimo si ritroverà compatta attorno al nome dell’avellano Carmine Russo. Un nome, una garanzia per la continuità e il rinnovamento. Se i bassoliniani converranno sul nome di Russo, oppure no, lo si saprà forse questa sera. Accoglieranno l’invito al dialogo avanzato nel corso della conferenza di presentazione del futuro successore di Raffaele Aurisicchio? Nonostante i bassoliniani tengano la bocca cucita, c’è qualcuno che avanza un ‘ni’ inteso come una possibile apertura, altri che rispondono con un “non se ne parla proprio. Perché se di apertura si tratta, non deve essere a parole ma dimostrata con i fatti”. Lo stesso sembra valere per la corrente dei salviani che ha come guida autorevole Angelo Flammia da tempo in contrasto con i vertici di via Carlo del Balzo. Tanto per intenderci D’Ambrosio e Aurisicchio. “Non abbiamo ancora deciso nulla. Tra l’altro non sono stato invitato nemmeno all’assemblea congressuale. Prima partecipavo di diritto come delegato in quanto senatore. Ora non faccio parte della direzione, né dell’assemblea, sono completamente fuori gioco. Ma questo non mi impedisce di organizzare un incontro con la componente. Ci riuniremo venerdì e decideremo. Al momento – ribadisce l’esponente diessino – non ho rapporti con nessuno come se non fossi mai esistito, eppure sono stato consigliere regionale, sindaco, segretario del Pci, senatore negli ultimi cinque anni. Sono scomparso dalla scena politica. Sono un semplice iscritto”. L’ex senatore Angelo Flammia non ha intenzione di aprire antiche ferite né tantomeno fare polemica ma ad ogni modo dice la sua: “Non sono stato fedele ai capi del partito provinciale”. “Per quanto riguarda Carmine Russo, a livello personale non ho da avanzare alcuna critica. Mi auguro che non sia il segretario della maggioranza, tra l’altro spuria, ma di tutto il partito. Se così dovesse essere allora dovrà mettere in discussione molte cose sia a livello politico che organizzativo. Tanto per fare un esempio: negli organismi dovrebbero esserci i rappresentanti di tutte le componenti non solo quelli della corrente maggioritaria. Ad oggi non mi pare che ci sia stata alcuna apertura in tal senso”. (di Teresa Lombardo)

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