Avellino – Ds spaccati a poche ore dal congresso cittadino

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Avellino – Fase precongressuale, i bassoliniani all’attacco dei mussiani e del parlamentare Raffaele Aurisicchio. L’intervento del deputato irpino viene giudicato grave dal coordinamento provinciale Ds ed alimenta il “dubbio che derivi da una abitudine a tali pratiche nei luoghi di potere da loro gestiti”. Aurisicchio aveva condannato l’episodio, “sollecitato” pubblicamente da un esponente Ds durante il congresso della sezione di Calitri, secondo il quale gli sarebbero state fatte pressioni poco corrette affinché desistesse dal votare la mozione Mussi. “Non si tratta di un infortunio – aveva dichiarato Aurisicchio, né di un caso isolato, perché le pressioni vengono esercitate nei confronti dei pubblici amministratori, dei lavoratori pubblici e privati e dei giovani in cerca di occupazione. Non è normale opera di convincimento attraverso l’uso di argomentazioni politiche – aveva precisato – ma di forzature esercitate utilizzando le posizioni di governo della Regione”. Insomma, una brutta storia, che sembra destinata a contunuare nei prossimi giorni. Pronta la replica: “Per senso di responsabilità ci siamo finora astenuti dall’andare a piluccare assunzioni, incarichi e prebende che incontreremmo se srotolassimo gli elenchi degli atti che hanno visto la diretta partecipazione degli uomini della mozione Mussi, ma ci riserviamo di farlo dopo la fase congressuale. Viene fuori una pratica politica, consegnata oramai ai documenti ufficiali, di un gruppo dirigente che ha espulso senza motivo compagni che sono stati successivamente reintegrati e che ha fatto altre operazioni irregolari di tesseramento. Di politico questa “conventicola” non ha più nulla – conclude il coordinamento provinciale – perché incapace di fare i conti con il bilancio fallimentare di una esperienza di direzione durata oltre dieci anni; incapace di farsi da parte prendendo atto anche del proprio naturale logoramento anagrafico, guidato da una “ayatollah” che si attribuisce l’infallibilità del romano pontefice. Una querelle interna ai Ds, che assomiglia molto alle vecchie logiche correntizie….del passato, spesso condannate dagli stessi uomini della sinistra tanto da diventare un cavallo di battaglia nelle contrapposizioni ideologiche. (di Tiziano Tedeschi)

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