Avellino – Crisi al Comune: ore decisive

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Avellino – Una notte insonne per i più che vogliono continuare ad andare avanti in nome di un elettorato che li ha garantiti, in nome di un programma che deve essere rispettato. Nonostante le bocche cucite, è stata la lunga notte di Giuseppe Galasso, di Pino Rosato, Enza Ambrosone, Gerardo Adiglietti, Sergio Barbaro, Mattia Trofa, etc. etc. e dell’opposizione stanca di assistere ad una maggioranza “ostaggio”. Notte insonne anche per chi si è autosospeso. Ore e ore per riflettere sul come andare avanti. Primo passo: incontrare capigruppo e segretari cittadini. Stabilire un tavolo politico dal quale emergano le motivazioni. Non disposto a cavalcare questa ipotesi, almeno è quanto si riesce a sbirciare, proprio il partito di via De Conciliis (che intanto si riunisce in conclave. Idem i Ds di via Carlo Del Balzo). Propenso piuttosto per un faccia a faccia (‘allargato’), tra sindaco Galasso, il capogruppo della Margherita Enza Ambrosone, il segretario cittadino del quartier generale di Via Tagliamento Pino Rosato, dell’Udeur Nicola Micera, i consiglieri comunali Sergio Trezza, Bruno Di Nardo, l’assessore Luca Iandolo e il ‘deus ex machina’: il segretario provinciale di via De Conciliis. Per il momento ognuno ha fatto leva sugli scudi. Nessuno vuole indietreggiare nemmeno di un millimetro, a patto che…
In tutto questo marasma, più di una cosa è certa: la volontà di superare il momento critico. E’ quanto esprime lo stesso Pino Rosato, uno dei massimi esponenti di Piazza del Popolo. “Non vedo una motivazione così grave alla base per poter aprire un conflitto in un momento tra l’altro strategico per il governo della città (Piano Regolatore, fondi Pica messi in cantiere…). Poichè abbiamo assunto un impegno, rivolgo un appello affinchè la maggioranza sia compatta rispetto a quanto proposto. Il resto – quello che non riguarda la realizzazione del programma amministrativo – deve passare in secondo ordine”. Dichiarazioni flash ma tutte indirizzate in un’unica direzione. C’è di fatto una situazione che pesa come un fardello: l’incubo del Commissariamento che spaventa e non poco. Anche se è pur vero, che ad oggi nessuno crede che questa possa essere una ipotesi realistica. Gli aventiniani ritorneranno ad ‘onorare’ Piazza del Popolo. Quando e a che condizione, ad oggi è ancora presto a dirsi. Forse tra oggi e domani si saprà qualcosa di più. Non ci resta che attendere l’incontro chiarificatore del primo cittadino di ‘acciaio’ che raggiunto telefonicamente non aggiunge né più né meno rispetto a quanto già detto nella sala consiliare e nelle segrete stanze. Un dato si evince: solidarietà a Giuseppe Galasso. (di Teresa Lombardo)

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