![]()
La struttura, costruita alla fine degli anni ’60 in calcestruzzo armato, in realtà non era adeguata da un punto di vista sismico. La messa in sicurezza, però, non è mai stata presa in considerazione dai proprietari, dunque, il Comune ha provveduto ad operare con una procedura in danno. Poi una serie di perizie hanno stabilito la mancanza, all’interno della struttura, di staffe ed armature, presenti solo sulla carta, sul progetto presentato allora alla Prefettura di Avellino. Considerata la pericolosità della struttura per l’incolumità pubblica, si è arrivati, dopo 5 anni dall’ordinanza di sgombero datata 28 ottobre 2004, alla decisione di demolire il palazzo.
Ma lungo corso Vittorio Emanuele, le ferite del post sisma sono ancora visibili. Tra gli edifici ormai lasciati all’incuria del tempo c’è anche Palazzo Trevisani. Sul punto, il vicesindaco di Avellino Gianluca Festa ha auspicato un interesse diretto dei privati proprietari degli immobili onde evitare l’intervento ‘extrema ratio’ dell’amministrazione comunale.