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La minoranza dietro le quinte
Duro il commento di Giovanni D’Ercole (Alleanza Nazionale): “Contestiamo che la crisi sia nata e si sia conclusa all’interno delle segreterie cittadine. Il segretario dei Ds ha tenuto in scacco la città, mentre i problemi urgenti restavano irrisolti. Problemi non affrontati nel documento. Ma solo elencati. Vogliamo sapere in cosa è consistito il baratto per la pace”. Velenoso anche Pino De Lorenzo (Gruppo misto): “Una crisi determinata da motivazioni serie, finita a ‘tarallucci e vino’, risolta in parte frettolosamente e in modo pseudo-bonario. Un intreccio diretto con le questioni serie che ci sono al momento in discussione. La crisi non è ancora risolta perchè c’è un pezzo di maggioranza che non ha ancora dato l’assenso al Puc (Udeur, ndr). Lo strumento urbanistico sarà motivo di ulteriori frizioni tra Margherita e Ds e subirà numerose modifiche”. Affila poi la lama il vice presidente De Fazio (Libera Città) che coglie due piccioni con una fava, Provincia e Comune: “L’onorevole De Mita ha più volte detto che l’amministrazione provinciale è un pantano. Al Comune i Ds hanno sfoderato la questione morale e la subalternità dei loro rappresentanti in giunta. Entrambi gli enti continuano a vivere una perenne crisi strisciante. Dite che tutto è tornato alla normalità: noi vi aspettiamo sui fatti concreti (Puc, Mercatone, tunnel, parcheggi sotterranei, ecc…). Vi dimostreremo che la crisi si è risolta in una sceneggiata… per noi dell’opposizione avete ottenuto un solo risultato: la paralisi del Consiglio e un documento di pace apparente. La resa dei conti ci sarà alle elezioni politiche: ci sarà una vera crisi, sintomo di un malessere tra le forze politiche della coalizione, che faticano a stare insieme perché non sono altro che un cartello elettorale istituito in maniera fortuita ed occasionale, contro chi si batteva per il rinnovamento”.