Avellino – Congresso Cisl, Bonanni: “Il paese ha bisogno di unità”

0
184

Avellino – “Il futuro lo costruiamo con le nostre mani, basta crederci!” con questo slogan si apre il settimo congresso provinciale della Cisl Avellino. Raffaele Bonanni, segretario nazionale, entra accompagnato da un caloroso applauso, nella sala congressi dell’Hotel de La Ville gremita di iscritti al sindacato e di autorità locali. Il leader abruzzese impronta tutto il suo intervento sulla necessità di azioni unitarie in questo momento di forte crisi che vive il nostro paese. “Sono felice di essere qui tra gli amici di Avellino, una delle tante realtà del meridione che più di altre subisce i danni della crisi economica mondiale. Proprio dall’Irpinia e dalla Campania la Cisl ribadisce il bisogno di unire gli sforzi per il bene dei cittadini e dei lavoratori. L’Italia potrà superare questo momento solo se prevarrà all’interno della sua classe dirigente il buon senso”. Bonanni individua una via d’uscita dall’empasse in cui è caduto il sistema paese nell’investimento e nello sviluppo nei campi dell’energia, della ricerca, dell’istruzione e delle infrastrutture. “Abbiamo bisogno oggi di essere più forti di ieri per servire i lavoratori e il paese. Questa duplice vocazione che la Cisl ha sempre avuto è più che mai indispensabile perché non esiste governo che tenga senza l’aiuto di tutte le forze unite e disposte anche a qualche compromesso per perseguire obiettivi comuni”. E una dura critica al mondo sindacale e partitico in genere troppo litigiosi: “Non è civile un paese che si fonda sul litigio costante: dai temi etici a quelli politici ognuno tenta di far prevalere la propria posizione sulle altre mettendo a repentaglio la vita e la tranquillità dei cittadini. La politica pensa di risolvere i problemi con le iperboli, come per esempio la questione delle ronde per la sicurezza…chi le controlla, chi le organizza? Che senso hanno allora le forze dell’ordine spesso inascoltate e impossibilitate, per mancanza di mezzi, a svolgere al meglio il loro lavoro? Siamo stufi della politica del fumo negli occhi ed è per questo che promuoviamo il dialogo con il Governo”. L’erede di Savino Pezzotta si dice soddisfatto per il bicchiere mezzo pieno ottenuto in materia di pubblico impiego e di ammortizzatori sociali. “Abbiamo dato un forte contributo per risolvere il problema del pubblico impiego con l’adozione di un contratto che apre le porte ad una ristrutturazione generalizzata della contrattazione. Un altro grande risultato del sindacato è stato lo stanziamento di 8 miliardi per gli ammortizzatori sociali destinati a lavoratori a tempo determinato e indeterminato, apprendisti e interinali. E’ un traguardo che sembrava impossibile e pure ci siamo riusciti promuovendo un accordo tra Governo centrale e regioni che ha un alto valore simbolico per il superamento delle appartenenze politiche”.
A chi accusa la Cisl di essere troppo filo governativa Bonanni ricorda che non è così: “Siamo stati noi il 4 ottobre a promuovere lo sciopero generale della scuola perché non vedevamo un filo di dialogo tra il ministro Gelmini e le parti interessate. Quella mobilitazione è servita a far risedere al tavolo il Governo e a chiarire alcuni punti. Altri non sono stati risolti forse perché Mariastella Gelmini, essendo un politico alle prime armi, ha avuto paura di indietreggiare troppo”. Tante quindi le questioni in campo per cui “non basta scendere in piazza e urlare se non si ha poi la capacità di creare compromessi costruttivi con industriali e governanti”. Bonanni chiude con una vena polemica nei confronti della Cgil e di Guglielmo Epifani che, durante l’audizione alla Camera sulla riforma del modello contrattuale (ndr. l’accordo quadro sulla riforma dei contratti è stato firmato senza la Cgil) aveva dichiarato “Il caos e’ destinato a crescere”, con un plauso alla crescita di iscritti che la Cisl ha registrato negli ultimi anni: “Nella storia della Repubblica nessuno forse può vantare i nostri meriti: essere una forza popolare al servizio dei lavoratori per il bene comune dell’intero paese”.(di Rossella Fierro)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here