Avellino città pacifista: il Comune scrive ai 17enni, “Avete il diritto di obiettare alla guerra”

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Avellino sceglie il pacifismo e lo fa parlando direttamente ai più giovani. La Giunta Pizza ha deciso che da ora in avanti il Comune scriverà ufficialmente ai ragazzi che compiono 17 anni: avete il diritto all’obiezione di coscienza, cioè il diritto di rifiutare le armi in nome della pace, scegliendo la difesa non armata e non violenta della Patria. La deliberazione n. 57 del 25 agosto 2026, fondata sulla legge 230 dell’8 luglio 1998 e sugli articoli 11 e 52 della Costituzione, parte da una premessa spesso dimenticata: in Italia il servizio di leva non è stato abolito ma soltanto sospeso, e le liste di leva continuano ad essere aggiornate. Da qui il “diritto/ dovere ad una corretta informazione” nei confronti dei giovani.

Cosa cambierà – Entro il 31 gennaio di ciascun anno, gli uffici informeranno ufficialmente tutti i giovani di sesso maschile, cittadini italiani residenti in città, che compiranno 17 anni nel corso dell’anno, sul diritto all’obiezione di coscienza, con l’indicazione delle tempistiche e delle scadenze previste dalla legge. Sul sito web istituzionale sarà pubblicato un apposito modello di istanza per la dichiarazione preventiva di obiezione, comprensivo della disponibilità a formarsi e ad addestrarsi a pratiche di difesa non violenta della Patria, con una sezione riservata anche ai genitori o tutori che ne condividono i valori. Le dichiarazioni pervenute saranno allegate alle liste di leva.

“Un atto semplice ma sconvolgente” – Il documento, su proposta del sindaco Nello Pizza e istruito dal Dirigente f.f. dei Servizi Demografici Gaetana Rescigno, contiene un’analisi lucida della contingenza: “La complessa situazione internazionale attuale fa temere che per la risoluzione delle controversie non sia sufficiente la via diplomatica, mentre l’eccesso di potere concentrato in una ristretta cerchia di autocrati e plutocrati fa temere scenari anche apocalittici, con un equilibrio generale assai precario”. Di qui la scelta di campo: “È venuto il momento di dare un segnale forte e di agire per scuotere le coscienze e le istituzioni con un atto semplice ma sconvolgente. Nella contingenza attuale, la mera applicazione delle norme legislative e costituzionali vigenti avrebbe un significato ed una valenza quasi rivoluzionaria”.

La delibera, che non comporta alcun onere per il bilancio, sarà trasmessa alle associazioni interessate, all’ANCI regionale e nazionale e all’AICCRE, con l’obiettivo di diffondere tra le nuove generazioni i valori della pacifica convivenza fra i popoli e il rifiuto di ogni forma di violenza. Un segnale che parte da Avellino e ambisce a parlare all’intero Paese.