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Avellino Città d’Arte, Micera: “Non è uno slogan, ma una realtà”

Avellino Città d’Arte: un’occasione d’oro per il capoluogo irpino da tenere ben stretta. Un treno verso lo sviluppo turistico ed economico che di certo non può esser perso. Dopo il riconoscimento della Regione Campania, che ha approvato il progetto presentato dall’assessore all’Annona Nicola Micera, si avvia l’iter che porterà alla fioritura di nuovi punti attrattivi e all’organizzazione di eventi culturali e non solo. Dall’incontro di oggi tenuto a Piazza del Popolo con commercianti e consumatori sono emerse le direttive da seguire affinché questo riconoscimento non sia vano per il Comune. “Avellino Città d’Arte – ha piegato Micera – è solo il punto di partenza per costruire un percorso di sviluppo che soddisfi tutti. Con l’ultimazione dei lavori in corso, poi, sarà dato nuovo impulso al commercio cittadino. Lo scopo è quello di favorire itinerari turistici in città concentrandosi sulle zone di maggiore interesse: il Castello, il Carcere Borbonico, la Casina del Principe e le altre bellezze avellinesi”. Oltre alla discussione degli interventi da mettere in atto, l’incontro di questa mattina è servito a disciplinare anche gli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali. Saracinesche alzate facoltativamente di domenica e nei giorni festivi; l’importante è rispettare le 13 ore di lavoro da articolare dalle 7 del mattino alle 22 di sera. Orario confermato per il mercato settimanale: gli ambulanti potranno esercitare la propria attività dalle 7 del mattino alle 15 del pomeriggio. Resteranno aperti, per tutto l’anno, fino alle 3 del mattino bar e ristoranti. E proprio in materia di esercizi per la ristorazione, l’ufficio tecnico retto da Micera ha avviato uno screening delle attività presenti in città divise per zone e servizi. Il censimento consentirà di emettere nuove licenze e creare quel circuito di esercizi ristorativi atti a soddisfare le richieste e le esigenze dei turisti. “Questo riconoscimento – chiosa Micera – non è uno slogan, ma un titolo che Avellino ha avuto e su cui è giusto basarsi per ricostruire l’identità economica della città”.

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