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Incidere, attraverso un aumento del 2 per cento, sul costo degli alberghi di lusso è la proposta avanzata dall’esponente regionale per trovare le risorse necessarie tra i ceti più ricchi, e in prevalenza tra i non residenti in Campania, invece di gravare sulle tasche di imprese e cittadini. Idea apprezzata e sostenuta dalla Cisl irpina, che valuta pure positivamente l’impegno assunto dal Ministro delle Politiche Agricole, Alemanno, di emendare la Finanziaria abrogando la norma sulla riforma della previdenza agricola, fortemente penalizzante per i lavoratori. Ma l’assemblea è stata anche l’occasione per fare il punto della situazione sul percorso del sindacato e per rivolgere ad iscritti e simpatizzanti gli auguri per le prossime festività. E perché no, preparare le scorte di ‘carbone’ per qualcuno. In vista del Natale, il battagliero Ferrara non ha infatti intenzione di risparmiarsi nei confronti di nessuno. Sia verso un Governo e una Finanziaria “che non premiano l’occupazione”, sia verso una politica cittadina e provinciale di centrosinistra da lui definita più volte ‘virtuale’ e non attenta ai problemi del paese ‘reale’. Il sindacalista irpino, non bada a spese neppure in direzione di “un Governo regionale che si trascina in una voragine di debiti, soprattutto nella Sanità” e che non ha inteso premiare l’Irpinia dell’Alta Velocità. Un richiamo poi lo fa in nome di una maggiore assunzione di responsabilità delle istituzioni e della politica, a partire dal definitivo decollo dei Distretti industriali di Calitri e Solofra, ormai prossimi alla fase operativa. Presupposto importante. Ma c’è ancora qualcosa che non convince il sindacato. Come il destino dei lavoratori della ex Cecchini “che, dopo le promesse, continuano ad attendere per essere assorbiti dal Comari/Av1”. O le ex tute Progetto Verde “al quale l’amministrazione provinciale non è stata in grado di assicurare continuità lavorativa, a fronte delle disponibilità finanziarie dell’Ente spesso utilizzate per centinaia di milioni di vecchie lire spese per finanziare sagre e feste paesane”. Dulcis in fundo, vertenza del Calaggio e Contratto d’Area. Le trenta aziende finanziate a carico della Regione ancora attenderebbero di poter accedere a risorse che darebbero l’opportunità di creare 350 nuovi posti di lavoro. Mentre, conclude Ferrara, per le Bullonerie, una procedura, quella della vendita, avrebbe di fatto penalizzato lavoratori e creditori.
(di Antonietta Miceli)