
Avellino – Il fenomeno franoso verificatosi nei giorni scorsi sul rilevato della A16 (tratto Avellino EST), che ha tenuto in apprensione gli abitanti degli alloggi sottostanti il tratto autostradale collassato “…ha subito dato adito a strumentalizzazioni politiche – spiega il presidente cittadino di Fare Verde, Pasquale Matarazzo – Se una colpa va ascritta al comune capoluogo questa è relativa alla programmazione che tra l’altro non è carente solo nel caso specifico, ma anche in altri settori. Un comune che non ha un regolamento sul verde, sull’ambiente, sulle antenne e sul dissesto idrogeologico non è certo virtuoso e permette a chi ha forti interessi di fare scempio di un territorio già fortemente minato da eventi calamitosi. Tutti, in questi giorni, hanno dato sfoggio di competenza in materia e mi stupisce che gli unici in grado di dare una indicazione in merito, l’Ordine dei Geologi, non sia intervenuto a dare una segno per aprire quantomeno una discussione tecnica e non politica sulla questione. Vorremo sapere se questo dissesto dovuto alla rottura di un consolidato equilibrio a causa di un fenomeno erosivo o di smottamento dovuto alla erosione delle acque è ancora attivo, quiescente o stabilizzato. Vorremo sapere e non con una semplice relazione al Puc, ma un regolamento serio, quali azioni sono state intraprese a monte o a valle dell’argine della frana, perché una delle basi dell’assetto idrogeologico, è proprio la compatibilità tra le azioni messe in campo a monte e a valle dei territori collinari o montani. Siamo seri e diamo tutti una mano a questa città altrimenti fra tre anni saremo costretti a parlare più di macerie che di costruito e il caso I.T.I.S. ci ha insegnato qualcosa”.