Avellino – Caos ‘spese’ al Comune, Preziosi: “Non c’è trasparenza”

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Avellino – “Il Comune non può fare come lo struzzo e nascondere la testa sotto la sabbia: va posto un paletto a questo sistema di clientele”. L’ormai famigerato caso dei bicchieri di plastica da 327 euro, vicenda esplosa ieri in Consiglio comunale, è stata ripresa e trattata questa mattina presso la sede dell’UdC di Avellino da Massimo Preziosi e Enza Ambrosone.

“Da tempo – spiega Preziosi – l’amministrazione comunale di Avellino liquida le spese senza aver precedentemente operato preventivi di impegno di spesa. Ciò lo si evince anche da quanto dichiarato dal responsabile di gabinetto del sindaco. Ma la legge vincola l’Ente a questo passaggio, nel rispetto dei principi di trasparenza e di buon andamento della vita amministrativa”.

“Abbiamo effettuato controlli su diverse determine dirigenziali – aggiunge Preziosi – in particolare sulla num. 1941 del novembre 2009 dove la spesa sostenuta dall’amministrazione non era stata preceduta dall’impegno di spesa (per un importo totale di 2960 euro). Dall’esame della fattura si è riscontrato che addirittura 327 euro erano stati spesi per bicchieri di carta, oltre all’acquisto di varie decine si bottiglie di spumanti e vini”.

Secondo Preziosi, che in supporto alla sua tesi cita anche un pronunciamento della Corte dei Conti (nel particolare la 29 del 26 febbraio 2006, ndr), “… il rimedio o la via di fuga poteva essere individuata lasciando al Consiglio comunale il compito di riconoscere la spesa nei debiti fuori bilancio purché ricorressero contestualmente gli elementi dell’arricchimento e utilità dell’Ente. Ma la maggioranza non ha consentito all’assise di effettuare controlli sulla regolarità contabile, violando di fatto norme di carattere statutario e regolamentare”.

La questione, comunque, non ha trovato ampi spazi di dibattimento nel corso dell’ultima assise comunale convocata a piazza del Popolo: “Ieri, su impulso della Commissione trasparenza, avevamo proposto al Consiglio di addebitare al funzionario comunale la somma illegittimamente erogata ma la maggioranza ha preferito sviare sulla questione, ponendo una pregiudiziale, di fatto facendo tramontare l’argomento”.

“C’è stato un danno patrimoniale per l’amministrazione a causa di oneri contrattuali ad essa estranei – ha concluso – Il Consiglio comunale non può trincerarsi ma deve porre fine a questo sistema di clientele”.

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