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All’incontro moderato da Gianni Festa hanno partecipato lo scrittore Franco Festa, Enzo De Luca, Giuseppe Cantillo, ordinario di Filosofia Morale presso la Federico II di Napoli; Roberto Racinaro, ordinario di Storia della Filosofia presso l’Università di Salerno. Incisivo Luigi Anzalone che ha illustrato in maniera diretta riassumendolo in poche parole, l’iter di una lunga militanza politica: “Dal 99 sono stato come un ebreo errante. Il Pd è stato il mio punto d’arrivo”.
Ma l’attenzione è stata concentrata sull’ospite d’onore.
“Le altre coalizioni – ha spiegato il governatore Bassolino – guardano indietro. Il Pd, invece, ha prospettive future. Gli altri corrono il rischio di apparire fermi rispetto ai tempi mentre noi portiamo avanti la domanda per il futuro”. In questo contesto secondo Bassolino il dovere dei rappresentanti del nuovo partito è quello di muoversi “con intelligenza”. Una risposta a chi, probabilmente, ha preferito agire e percorrere strade alternative. “Ognuno di noi avrebbe tanto da dire sul Pd, su come si compongono le liste. Ma, quando si è in battaglia, il dovere è quello di stare al proprio posto, combattere sulla trincea giusta, combattere per rinnovare un’Italia che rischia di compiere passi indietro”.
Incalzante e chiaro nell’esprimere senza remore e con estrema diplomazia il proprio punto di vista, Bassolino ha concluso con una massima: “Ognuno di noi ha la libertà di pensare che la propria opinione sia quella giusta ma ogni partito è una comunità e l’operato di chi ne fa parte non può prescindere dal resto dei componenti”.