
Avellino – Come l’urbanistica si lega all’economia, trasformandosi da piano strategico ad azione locale: è stato questo il tema ispiratore della tavola rotonda promossa dall’assessorato all’Urbanistica del Comune di Avellino, presso la sala consiliare di Palazzo di Città. A relazionare sull’importante tematica (“Il valore degli strumenti urbanistici: gli atti di programmazione degli interventi”) c’erano il sindaco di Avellino Giuseppe Galasso, l’assessore all’Urbanistica del Comune di Avellino Mario Perrotta, il dirigente del settore della Regione Campania Bartolomeo Sciannimanica, il dirigente del settore Politiche del territorio della Provincia Francesco D’Onofrio, il dirigente del settore Pianificazione e uso del territorio del Comune di Avellino Antonio Fusco, e per l’urbanista Nuccio Spirito. Assenti l’assessore regionale al ramo Gabriella Cundari e l’assessore provinciale al governo del territorio Bruno Fierro. Presenti in prima fila il Presidente dei Verdi di Avellino, nonché tra i più stretti collaboratori dell’esponente di Palazzo Santa Lucia, Gianluca Festa, il segretario cittadino della Margherita e consigliere comunale Enza Ambrosone, gli assessori comunali Ivo Capone e Antonio Genovese. La tavola rotonda tra rappresentanti istituzionali, amministratori e tecnici degli enti territoriali deputati al governo del territorio, ha focalizzato l’attenzione su uno degli aspetti innovativi e cruciali della nuova Legge urbanistica regionale: gli atti di programmazione degli interventi, che rappresentano il momento di definizione operativa previsto dal Piano urbanistico comunale e disciplinato dal Regolamento urbanistico edilizio comunale, attraverso il quale i Comuni individuano le priorità di intervento per un intervallo temporale triennale e i connotati finanziari rispetto alla programmazione delle opere pubbliche e, in generale, di bilancio dell’Ente. Accanto al ruolo di programmazione tecnico-finanziaria lo strumento degli Atti di Programmazione assume, rispetto anche al rinnovato impulso della Pianificazione Regionale, il ruolo di connessione con i Piani e i Programmi strategici individuati dalla Regione e dalla Provincia, allo scopo di raggiungere un equilibrato uso della risorsa territorio rispetto al soddisfacimento della domanda posta dalle popolazioni locali. In questo rinnovato contesto i relatori si sono confrontati sugli aspetti che possono meglio interpretare il valore dei nuovi strumenti di pianificazione, nonché sull’indirizzo da dare allo sviluppo del territorio mediante la programmazione triennale secondo anche le indicazioni fornite dalle Valutazioni ambientali strategiche. Tutto prende le mosse dai tre punti della nuova legge urbanistica: la scarsità della risorsa; il sistema della perequazione (che favorisce l’acquisizione al pubblico dei patrimoni) e la scomposizione del processo di pianificazione in più passi che favoriscono la concertazione sul territorio. La nuova Legge, che ha sostituito quella del 1998, passando dal Prg al Puc, ha visto la città di Avellino impegnata in “un percorso lungo – ha spiegato il primo cittadino Galasso – che ha visto però un primato a livello regionale: Avellino è stato il primo capoluogo di provincia ad essersi orientato nell’indirizzo legislativo e nell’espletamento di tutte le tappe necessarie per inviare il piano urbanistico alla Provincia. In 15-20 giorni ci sarà la sua valutazione, a cui seguirà la conferenza di servizi e poi la ratifica in Consiglio comunale”. A seguire, il passaggio che spiega il legame tra Puc e Atti di programmazione: “Siamo in prossimità dell’ultima fase del Piano e c’è necessità di avviare atti di programmazione che sancisco l’operatività del Puc. E oggi, chiamando qui gli esperti per discutere proprio di questo, l’amministrazione dà prova di non volersi chiudere in se stessa, chiedendo il supporto anche degli ordini professionali”. E’ poi l’assessore Perrotta a spiegare le ragioni di un incontro voluto per coinvolgere tutti gli attori del territorio: Comune, Provincia, Regione, esperti. “Gli atti di programmazione rappresentano un’opportunità della Legge regionale in merito alla possibilità di costruire un quadro tecnico-finanziario di interventi che aiuta e guida tutto il processo che vede i Comuni come ultimo anello della virtuosa catena burocratica”. A seguire l’illustrazione degli indirizzi seguiti dal Comune nella redazione degli atti di programmazione: l’analisi del territorio, l’individuazione delle aree a suscettibilità di interesse pubblico, le esigenze della città e la necessità di ricominciare a programmare gli investimenti nell’ottica della salvaguardia. La parola passa al rappresentante della Regione, Sciannimanica: “Il Puc è lo strumento strategico che individua gli obiettivi di lungo periodo. Gli atti sono il piano dell’amministrazione, quello che si prefigge di fare. Essi legano l’urbanistica all’economia e alla politica attraverso un metodo: scoprire le risorse del territorio, individuare le linee di sviluppo e andarle a confrontare con la sostenibilità ambientale e sociale”. Il metro per discutere le strategie è invece quello degli indicatori d’efficacia. Infine, la voce della Provincia con l’architetto D’Onofrio: “La fase di trasformazione del territorio è nuova anche per i compiti che la Provincia dovrà assumere come coordinamento. Per questo Regione, Provincia e Comune stanno mettendo in campo nuovi strumenti”. Fondamentale per D’Onofrio è anche la valutazione ambientale strategica necessaria per far decollare e riempire nel tempo di contenuti questi strumenti. (A. M.)