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Il corso monotematico si basa sulla metodologia introdotta dal professor Vladimir Hudolin, neuropsichiatria dell’Università di Zagabria, che nel prendere atto della rilevanza epidemiologica dell’alcolismo, della difficoltà di affrontare il problema con approcci tradizionali, sia in senso etico repressivo che sanitario terapeutico, ha dato avvio all’esperienza dei Club degli Alcolisti in trattamento.
Agli inizi degli anni ’60 tale esperienza ha attraversato una fase più sanitaria, tuttavia i programmi per i problemi alcol correlati e complessi secondo l’approccio alcologico sociale hanno avuto un progressivo e costante processo di territorializzazione. E oggi in Italia è stato ampiamente superato il traguardo dei 2mila club con il coinvolgimento di almeno 20mila famiglie.
Ciò che in definitiva si è verificato è stato il superamento del rapporto individuale con le sostanze psicoattive per focalizzare l’attenzione sulla persona nella sua totalità e nella sua complessità, compresi i suoi livelli di integrazione sociale, primo tra tutti quello rappresentato dalla famiglia. Ridefinire in termini di disagio spirituale i problemi alcolcorrelati e complessi ha permesso di recuperare il concetto di ecologia individuale, familiare e sociale che permette una piena e definitiva identità del club con la collettività di appartenenza, da sempre ricercato in questo tipo di approccio.