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La lettera del Presidente Romano ai componenti del Consiglio di Amministrazione dell’Asa S.p.A.
Egregi consiglieri,
sono costretto, mio malgrado, a rassegnare le dimissioni dalla carica di presidente del consiglio di amministrazione dell’Asa S.p.A. Alla base della mia dolorosa decisone, sopraggiunti motivi di salute, che mi costringono ad abbandonare l’incarico ricoperto da più di un anno, senza risparmio di energie ed impegno.
I risultati di questa esperienza, affrontata con la vostra collaborazione, sono sotto gli occhi di tutti. Abbiamo approvato di recente un bilancio societario che ha riportato in equilibrio le finanze dell’azienda, dotandola di nuove energie, di un rinnovato spirito di iniziativa e competitività.
La mia recente relazione di supporto al bilancio, che ho avuto modo di sottoporre alla vostra attenzione in fase di votazione del documento economico, sintetizza un anno di lavoro svolto con impegno e abnegazione a testimonianza delle energie profuse per raggiungere risultati che non esito a definire soddisfacenti, nella gestione aziendale.
Non nascondo, però, in questo momento in cui, motivi personali legati al mio stato di salute mi consigliano di rimettere il mandato di presidente dell’Asa S.p.A., l’amarezza per alcune situazioni che hanno caratterizzato il periodo della mia presidenza all’Asa S.p.A. Anche di fronte ad accuse ed attacchi meschini, volti a minare la solidità di una azienda che è prima di tutto patrimonio della città e della provincia, ho mantenuto una condotta di responsabilità e trasparenza e rigore morale, che mai nessuno potrà mettere in dubbio. Purtroppo, non sempre, anche nei momenti più difficili della vita dell’Asa S.p.A., e mi riferisco in particolare agli episodi degli ultimi mesi e delle ultime settimane, non ho avvertito, da parte dei livelli più alti e da parte di chi è stato investito di responsabilità gestionali, la stessa tensione che ha caratterizzato il mio operato.
Più volte, ho dovuto difendere l’Asa S.p.A. da aggressioni ingiustificate, interne ed esterne all’azienda stessa, provenienti anche da parte di chi, per una strategia di condivisione delle scelte, era stato chiamato a discutere e concertare i passaggi vitali per l’azienda. Mi rendo conto, purtroppo, che la mia azione quotidiana è stata spesso frustrata da atteggiamenti che non posso condividere e che hanno vanificato l’efficacia della politica aziendale da me indicata, proposta e sostenuta. Ritengo, quindi, alla luce dei problemi di salute cui dovrò far fronte d’ora in avanti, non più compatibile il mio incarico alla guida dell’Asa S.p.A. soprattutto per il carico di responsabilità, impegno e pressione che esso comporta ed al quale non si può derogare. Ritengo opportuno, per il bene della azienda e per la sua complessità nella gestione, che a ricoprire l’incarico di presidente del CdA dell’Asa S.p.A. vi sia una persona, che, come ho fatto io fino a ieri, possa dedicarsi quotidianamente, senza sosta e senza condizionamenti di altra natura, come sono i problemi di salute, alla guida della società.
In ultimo, mi preme ringraziare, quanti in questi mesi hanno collaborato fattivamente, non senza criticità, ma con lealtà ed impegno, al raggiungimento degli obiettivi indicati.
Avellino, 7 giugno 2007
Prof. Angelo Romano