Avellino – Con una conferenza stampa presso il Comune gli amministratori di Avellino, Mercogliano, Atripalda, Monteforte e Aiello del Sabato hanno presentato le linee guida del Piano Strategico generale che avrà il compito di dare un cambiamento al volto dell’area urbana. Dopo la sigla del protocollo d’intesa tra gli enti, si passa alla fase elaborativa che proietterà le comunità irpine in un’altra dimensione. “Il nostro obiettivo – ha spiegato il sindaco Giuseppe Galasso – è quello di presentare il progetto nella sua completezza entro la fine del mandato, in modo da poter poi entrare nello specifico. Dobbiamo nel tempo stesso dare l’opportunità all’associazionismo, al mondo culturale, ai professionisti di dare il proprio input mentre agli enti toccherà recepire le richieste avanzate. Non c’è l’intenzione di aumentare il cemento, ma quella di creare servizi per tutta la popolazione”. Sergio Nappi, primo cittadino di Monteforte Irpino annuncia: “E’ stata posta la prima pietra. Per pensare in grande c’è bisogno della collaborazione di tutti, l’area intorno ad Avellino è cambiata. Ora dobbiamo garantire ai cittadini maggiori servizi in modo da indicare uno sviluppo complessivo”. Massimiliano Carullo, vice sindaco di Mercogliano punta su ambiente, viabilità, ricerca e cultura. “Avellino ha il compito di traghettarci verso questa nuova fase di finanziamenti, ma tutti i sindaci devono essere protagonisti”. Antonio Caputo, di Aiello del Sabato ritiene che la progettualità sia alla base del successo: “Bisogna sviluppare grandi idee perchè i progetti vengono presi in considerazione su ampia scala. Occorre dare ampio respiro all’area urbana”. La viabilità e la riqualificazione ambientale sono i capisaldi per Tuccia, in rappresentanza dell’amministrazione Comunale di Atripalda che dice: “Evitiamo doppioni nelle opere pubbliche, focalizziamo l’attenzione su varie opere in modo da offrire una pluralità di servizi ai cittadini”. Chiusura affidata a Donato Pennetta, assessore al Comune di Avellino. “Partiamo da una alleanza istituzionale per poi allargare il tavolo ad associazioni e professionisti. Bisogna risvegliare i quartieri senza identità, avvicinarli ai centri storici. In questo contesto costituiscono una priorità la ricerca e l’innovazione. Il Piano strategico è cosa diversa dal Pica, qui parliamo per un nucleo ampio e ben consolidato che coinvolge le colline limitrofe al capoluogo, per una popolazione vicina alle 100mila unità”.
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