Avellino – Domani alle ore 16,30 presso il salone della Scuola Media “Solimene” di Avellino secondo appuntamento del 22° Corso nazionale di teoria e critica del film, organizzato dalla sezione campana del Centro studi Cinematografici in collaborazione con i cinecircoli affiliati di Avellino e provincia ed il contributo di varie associazioni culturali della città. Il Centro Studi Cinematografici è un’Associazione Nazionale del pubblico riconosciuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nella sua attività quarantennale, il CSC, oltre ad animare e coordinare più di duecento circoli aderenti, ha orientato il proprio intervento culturale sullo studio del fenomeno-cinema in tutti i suoi aspetti e sulla formazione del pubblico e degli operatori di settore per una educazione critica all’uso dei mass media. Tra le attività va annoverata l’organizzazione di iniziative volte a promuovere, nelle scuole e nella società nel suo complesso, la cultura del cinema. Il CSC ha saldi contatti con la realtà irpina, dove la rete di cinecircoli è validamente operante e diffusa, la realtà scolastica è impegnata nell’uso della cinematografia come mezzo didattico, il mondo culturale e professionale particolarmente sensibile ed attivo nella realizzazione di cineforum e analisi di film. Per potenziare ulteriormente queste attività e valorizzarne l’impegno profuso, il CSC ha scelto di realizzare, nella città di Avellino, in collaborazione e con il Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti e con l’Associazione Proteo il XXII Corso Nazionale di Teoria e critica del Film dal titolo “Uno sguardo lungo sull’Italia: dagli anni 60 ad oggi (costume e società nell’Italia che cambia)”. Il corso, rivolto ad operatori scolastici e culturali e a quanti hanno amore ed interesse per la settima arte, si propone di analizzare con quali modalità artistiche e con quale sensibilità sociale e politica la cinematografia italiana degli ultimi decenni del ‘900 abbia saputo non solo rappresentare le modificazioni strutturali e sovrastrutturali della società italiana degli ultimi decenni del ‘900, ma anche come essa ne sia stata acuta anticipatrice. L’iniziativa si articolerà in conferenze corredate dalla proiezione di materiali esemplificativi degli argomenti proposti e in proiezioni di film particolarmente rappresentativi di temi emblematici di una certa realtà storica (il boom economico degli anni ’60, i giovani e la contestazione, il terrorismo, immigrazione ed integrazione). In questa nuova iniziativa si intendono privilegiare come interlocutori gli operatori della scuola, offrendo loro strumenti validi ed approfonditi per un lavoro didattico che individui nell’arte cinematografica un mondo da conoscere meglio in tutte le sue implicazioni e sfumature di contenuti e scelte estetiche ed uno strumento per affrontare tematiche e discipline diverse. Il cinema è parte fondamentale della cultura del Novecento ed ha lasciato una traccia importante anche nelle materie scolastiche. Forma d’arte e strumento di comunicazione, esso è la massima e più diffusa espressione del nostro tempo e, sempre più, imparare guardando diventa segno dei tempi. Un rinnovamento delle impostazioni metodologico-didattiche esige che il cinema venga considerato in modo più specifico per la sua importanza e notorietà, per le tante valenze e implicazioni educative che comporta, integrandolo nella programmazione curricolare con percorsi cinema-letteratura-storia, senza dimenticare di dedicare a questo medium e a questa forma espressiva un’attenzione metodologicamente adeguata.
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