Avellino – Al “Moscati” il 2009 si apre con un espianto di fegato

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Avellino – In Campania stenta a decollare la cultura della donazione degli organi: la media è di 10,7 donatori per milione di abitanti, contro una media nazionale di 20,7 (con regioni, come la Toscana, che fanno registrare una media di 40 donatori per milione di abitanti). Nei primi due mesi del 2009 c’è stata una lieve inversione di tendenza, con un aumento del numero dei donatori. L’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino sta lavorando per contribuire alla diffusione della cultura della solidarietà, e sta raccogliendo già i primi risultati positivi: la scorsa settimana è stato eseguito un espianto di fegato su una paziente 74enne di Bagnoli Irpino. Dopo essere stata ricoverata d’urgenza presso l’unità Operativa di Anestesia e Rianimazione del plesso ospedaliero di Viale Italia per un’emorragia cerebrale, alla donna è stata diagnosticata la morte cerebrale. L’équipe dell’Unità Operativa di Rianimazione si è immediatamente attivata per avviare la procedura per un eventuale espianto di organi. Dopo aver ottenuto il consenso dei parenti della donna, che aveva espresso in vita la volontà di donare gli organi, si è riunita l’apposita Commissione di Osservazione di morte encefalica, composta da operatori della Direzione Sanitaria, neurologi e rianimatori. Dopo il previsto periodo di osservazione della paziente, la commissione ha confermato la diagnosi e immediatamente è stato contattato l’Ismet (Istituto Mediterraneo per i Trapianti e le Terapie ad Alta Specializzazione) di Palermo, segnalando la disponibilità di una donazione d’organi. Gli operatori dell’Ismet, giunti ad Avellino a notte fonda, hanno proceduto, con la collaborazione dei chirurghi del “Moscati”, a eseguire, presso la sala operatoria del plesso di viale Italia, il prelievo del fegato. L’organo, di cui c’era una urgente richiesta in Sicilia, è stato trasportato a Palermo per essere impiantato su un paziente altrimenti destinato a morire. Il lavoro di squadra di rianimatori, neurologi, infermieri e della Direzione Sanitaria ha consentito di salvare una vita.
“Poiché la difficoltà maggiore al prelievo e alla donazione di organi è rappresentata dall’opposizione dei familiari dei potenziali donatori – sottolinea il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera “Moscati”, Giuseppe Rosato – in questi giorni l’Azienda ha stipulato un accordo con l’Asl Av 2 per ottenere il supporto di uno psicologo che lavorerà all’interno dell’Unità Operativa di Rianimazione per colloquiare con i parenti dei pazienti idonei all’espianto”.

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