Il dibattito, avvenuto dinanzi al giudice monocratico di Avellino, è stato definito con una sentenza di assoluzione “perché il fatto non costituisce reato”. Il viceprocuratore onorario, in udienza, aveva richiesto la condanna della donna poiché alcuni referti medici, attestavano che la bambina avesse dovuto ricorrere alle cure dei sanitari.
Ma la difesa ha sostenuto non si trattasse di violenza. Alla fine è prevalso il buon senso. La donna è stata assolta.