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Avellino – A Palazzo Caracciolo la personale di Augusto Ambrosone

Prosegue fino al 29 dicembre a Palazzo Caracciolo la mostra personale dell’artista Augusto Ambrosone inaugurata lo scorso lunedì dal critico d’arte Nicola Scontrino docente di storia dell’arte contemporanea all’Università di Salerno. Una mostra che anche nei giorni di festa ha attratto gli appassionati e non solo. Allievo del maestro Giovanni De Vincenzo, Augusto Ambrosone è diplomato all’Accademia delle Belle arti di Napoli e da anni prende parte a rassegne e concorsi. In Italia e anche all’estero e nelle principali convention artistiche come la Biennale di Venezia, Arte Padova, Artefiera Bologna, l’Incrocio del Venti Firenze e Expoarte Bari. Una pittura quella di Ambrosone che non passa inosservata e che è oggetto di critica di numerosi esperti d’arte come Treccani, Strozzieri, Pinto e Amodio. Arte che è recensita nelle principali riviste artistiche e magazine nazionali. Ha restaurato nel 1993 gli antichi strumenti scientifici dell’Istituto Magistrale di Avellino e dirige da anni corsi di pittura in Irpinia. Recentemente ha esposto a Agna al Concorso internazionale di pittura “Giovan Battista Cromer”, a Santa Severina al Meeting di arti visive, a Civitella in Val di Chiana al Concorso di pittura internazionale e a Napoli all’ Internazionale di arti figurative” Esasperatismo gestuale”. Questo il commento del critico Gianni Amodio sulle opere di Ambrosone: “Se l’immagine frantuma la visione per ricomporla nella suggestione emozionale, la stessa realtà non dissolve il dato oggettivo, ne reinventa i i paradigmi , ne esalta la densità figurale che si impreziosisce nella seduzione delle forme moltiplicate oltre i confini della condizione rappresentativa. Augusto Ambrosone insegue e persegue tali prospettive per connotare grovigli cromatici che si coagulano intorno all’idea della visione, per trascenderla, per ricrearla nella esposizione, capace di catturare tanto l’occhio, quanto l’anima di gestire l’incanto, quanto il misterioso, di spiritualizzare la paesaggistica, alla pari delle ‘città invisibili’ che si concretizzano nella favola, già enunciata in letteratura dal grande Italo Calvino”.

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