
Avellino – “Noi, donne e uomini della Sinistra irpina, impegnati nel sindacato, nei movimenti, nella società civile, nei partiti, aderiamo convintamente alla manifestazione nazionale del 20 ottobre promossa dai quotidiani “Il Manifesto” e “Liberazione”. Assieme a tanti abbiamo contribuito a sconfiggere la destra berlusconiana alle scorse elezioni politiche, convinti della necessità di costruire una alternativa ad un modello di società ultraliberista, autoritario, repressivo. E oggi, a più di un anno da quella vittoria, non possiamo certo dire che il Governo Prodi sia stato all’altezza delle aspettative di cambiamento che pure aveva suscitato nel Paese. Così non va: questo ci dicono ogni giorno i disoccupati, i precari, le donne, i migranti, i pensionati. C’è bisogno di un deciso cambio di passo nell’azione del Governo Prodi, di un ritorno allo spirito e al Programma dell’Unione. Per questo saremo in piazza a Roma”. È quanto congiuntamente dichiarano Luciano Vecchia (Segretario provinciale FIOM-Cgil), Gennaro Maria Imbriano (Segretario provinciale Rifondazione Comunista), Vito Nicola Cicchetti (Segretario provinciale PdCI), Claudia Iandolo (Scrittrice), senatore Angelo Flammia, Romualdo Marandino (Preside), Franco Fiordellisi (Segretario provinciale FILCEM-Cgil), Gennaro Vallifuoco (artista), Marco D’Acunto e Marika Borrelli (Segreteria provinciale FP-Cgil), Franco Arminio (Poeta), Felice Gagliardi (Segretario provinciale FLAI-Cgil), Antonio Di Ninno (Assessore Comunità Montana Alta Irpinia), Michele Di Maio (Segreteria regionale Legambiente), Marco Cillo (Associazione “La Fionda di Davide”), Antonio Petoia (Assessore provinciale), Francesco Melillo (Associazione “Rosso fisso”), Domenico Ranaudo (Consigliere provinciale), Carlo De Vincentis (Segretario provinciale FLC-Cgil), Francesco Pennella (Coordinatore provinciale Giovani Comunisti), Paolo Speranza (giornalista), Sergio Scarpa (Segreteria provinciale FIOM-Cgil), senatore Raffaele Tecce. “Perché la lotta alla precarietà – si legge in una nota – sia assunta come un impegno prioritario: il superamento della Legge 30 è una necessità se si vuole dare dignità e futuro alle nuove generazioni. Perché venga abolito lo scalone Maroni, evitando l’aumento sconsiderato dell’età pensionabile. Perché, laicamente, ci sia il riconoscimento dei diritti civili alle coppie di fatto, come avviene in tutt’Europa. Perché si prosegua la lotta all’evasione e vengano tassate adeguatamente le rendite finanziarie, così da poter mettere in campo una politica di estensione dei diritti sociali a partire dalla casa e dal reddito. Perché si riducano le spese militari e si costruisca per l’Italia un ruolo di cooperazione e di pace. Perché ci sia un nuovo modello di sviluppo, fondato sul rispetto dell’ambiente, del territorio e delle comunità. Perché la lotta alla camorra e alla criminalità organizzata siano alla base di una quotidiana pratica politica. Perché il Mezzogiorno e le aree interne come l’Irpinia, da cui ogni giorno si continua a emigrare come negli anni 60, tornino ad essere una priorità per il Governo e una potenzialità per l’intero Paese. Il 20 ottobre saremo in piazza per chiedere tutto questo, per chiedere il rispetto del Programma dell’Unione”.