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Avella – Una 20enne aggredisce la nonna e finisce in Carcere

Avella – Una 20enne di Avella, S.T. queste le sue iniziali, è ritornata in Carcere. Era stata tratta in arresto, dai Carabinieri della Compagnia di Baiano, l’8 novembre scorso ma era riuscita a godere del provvedimento di affidamento, presso una casa famiglia. A distanza di 24 giorni, ai suoi polsi sono scattate nuovamente le manette ed è stata tradotta nella sezione femminile della Casa Circondariale di Bellizzi Irpino. Sul suo capo non pendono più solo le accuse di maltrattamento e lesioni personali, ma anche di evasione. Secondo quanto sarebbe emerso dalle indagini, tuttora in corso, la ragazza avrebbe continuato a maltrattare la nonna. Dall’affidamento alla casa famiglia, infatti, “…è riuscita, più volte, ad allontanarsi per recarsi presso l’abitazione della nonna. Ha continuato nel suo agire, malmenando l’anziana ogni qualvolta le rifiutava il denaro. – Ha spiegato il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Baiano, il Tenente Massimo Buonamico -. Abbiamo, dunque, avviato l’indagine. Un’attività, ex novo, scattata anche all’indomani della segnalazione, da parte della struttura, delle continue ‘fughe’ della 20enne. Ci siamo avvalsi di personale in borghese, in questi giorni di accertamenti, proprio per passare inosservati alla recidiva. Verifiche che si sono concluse, nella tarda serata di ieri, con l’arresto”. Ammanettata, è stata accompagnata in Caserma dove, dopo l’espletamento delle procedure di rito, è stata tradotta in Carcere, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. “La 20enne, purtroppo, non è la prima volta che finisce nei guai. Prima dell’arresto dell’8 novembre scorso, infatti, nel mese di ottobre era stata già fermata dalla Benemerita. Era stata bloccata e denunciata a piede libero per maltrattamenti tra le mura domestiche. – Continua Buonamico – La nonna è stata la sua ‘vittima’ sacrificale: l’anziana, infatti, più volte ha dovuto fare ricorso anche alle cure mediche dei sanitari, tacendo sempre. Ma, a seguito dell’ultima aggressione, impaurita e stanca delle continue percosse, ha denunciato la nipote ai Carabinieri”. (di Emiliana Bolino)

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