Avellla – Prima il sequestro di località Calcare, poi l’incendio dell’isola ecologica. Rischia il collasso il sistema dei smaltimento dei rifiuti avellano. E non mancano i reclami da parte della cittadinanza che si è ritrovata le strade inabissate di spazzatura e sporcizia. Non solo. Stando ad un malumore comune, proprio negli ultimi giorni, si sono accese aspre polemiche per gli alti costi di gestione e i continui disservizi che un vasto numero di utenza è impegnato a fronteggiare. È dura la linea mantenuta dall’ex vice sindaco Rino Pecchia che apre alcuni interrogativi verso l’amministrazione Salvi. “Con la chiusura di località Calcare abbiamo raggiunto la punta massima dell’icerberg. I cittadini sono esausti di vedere le strade stracolme di rifiuti e questo nonostante le continue sollecitazioni sia della minoranza che della popolazione. L’incendio della scorsa settimana, poi, non ha fatto altro che perpetuare lo stato di crisi e di agitazione”. Infatti, subito dopo al rogo numerosi sono stati gli accertamenti e gli studi effettuati per scongiurare, anche se in minima azione, intossicazioni sia all’ambiente che alla persona. “Se l’amministrazione fosse stata più attenta – continua Pecchia – avrebbe potuto contenere questo malcontento generale. Non si è utilizzata la possibilità di impiegare gli Lsu nei lavori di raccolta della differenziata. Attualmente tutto va a singhiozzi soprattutto da quando la gestione dello smaltimento dei rifiuti è passata nelle mani del Consorzio Napoli 3 con un costo di 480 euro giornalieri. Una cifra altissima, frutto delle imposte sulle cittadinanza, che non fornisce un servizio ad hoc”.