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a) del percorso di studi del professionista;
b) del suo ramo di specializzazione professionale;
c) dell’assenza di cause di incompatibilità;
d) dell’inesistenza di condizioni di conflitto di interesse.
Va da sé che bisognerà pure consentire all’Amministrazione di riservarsi la facoltà, eccezionale, di conferire incarichi a professionisti e cattedratici “di chiara fama”, anche non iscritti nell’elenco di cui si è detto, per la rappresentanza e difesa degli interessi del Comune che richiedono “prestazioni di alta specializzazione”. Pur tuttavia solo il sistema della rotazione potrà consentire il superamento della “sgradevole maldicenza” secondo cui il modello di conferimento degli incarichi legali, così com’è, è potenzialmente in grado di consentire scelte ancorate ad una logica meramente clientelare. In un’ottica assolutamente propositiva, l’auspicio è che la maggioranza consiliare approvi tale mozione e si attivi a tal fine, ad esempio procedendo alla costituzione della prima commissione consiliare permanente, ex art. 53 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, a cui affidare, tra l’altro, proprio l’elaborazione del regolamento che disciplini il conferimento degli incarichi legali di cui si è detto. E’ questa, infatti, la via maestra che l’amministrazione Biancardi può percorrere per apparire in quest’ambito, agli occhi degli avellani, proprio come la moglie di Cesare: “al di sopra di ogni sospetto”!