Ancora bloccati i lavori di completamento dell’autostazione di Grottaminarda. A distanza di tre anni dall’avvio dei lavori da parte dell’impresa D’Agostino, partiti nel 2009, commissionati dall’Air Spa, grazie ad un finanziamento di dieci milioni di euro di fondi Fas, non si riesce a proseguire con la tabella di marcia prevista. Dopo aver realizzato la struttura infatti, ed uno stop di circa un anno, imposto dalla Sovrintendenza ai beni culturali di Avellino, si ritorna al punto di partenza per il completamento dell’area esterna e dei sottoservizi. Al centro una lentezza burocratica che sta diventando intollerabile e che mette a rischio ben quindici posti di lavoro. Nella perizia di variante, infatti, realizzata dalla direzione dei lavori dell’Air, ricadono due particelle ancora vincolate dalla Sovrintendenza, motivo per cui non si riesce a procedere nell’esecuzione dei lavori. Dopo un anno di blocco, dunque, e una serie di accertamenti che non hanno portato alcun riscontro utile per fermare la realizzazione, non si capiscono quali siano i motivi dell’ulteriore fermo. Di qui la protesta e l’appello della Feneal, al fine di evitare che le unità lavorative impegnate perdano il posto di lavoro. L’azienda infatti nel caso in cui dovesse perpetrarsi il ritardo sarà costretta a licenziare la manodopera impiegata. ”Non riusciamo a capire – ha spiegato il segretario provinciale della Feneal-Uil Carmine Piemonte – il motivo di tale lentezza. Rivolgiamo un appello alla Sovrintendenza di Avellino affinchè sblocchi il vincolo presente su queste due particelle e dia la possibilità ai lavori di proseguire come stabilito. O che in caso contrario si trovi una soluzione alternativa per il completamento dell’opera. E’ incomprensibile che dopo un anno di stop e di analisi sull’area, ancora non si possa terminare un’opera, che è tra le altre cose importantissima per il territorio. Per colpa della burocrazia si mettono a repentaglio quindici posti di lavoro. Parliamo di un cantiere che garantirebbe l’occupazione per almeno un altro anno intero ed invece i lavoratori potrebbero, a questo punto, essere licenziati dall’impresa. Se, nel giro di qualche settimana non avremmo rassicurazioni da parte dell’ente, chiederemo l’intervento del prefetto di Avellino, con una richiesta di convocazione e daremo inizio a tutte le forme di protesta che ci sono consentite. Di questi tempi è inaccettabile che si giochi sulla pelle dei lavoratori. Anche perché la struttura è stata già realizzata e parliamo del completamento dei lavori. Vogliamo delle risposte precise dalla Sovrintendenza che, una volta per tutte, deve dirci il motivo per cui non svincolano le due particelle incriminate. O si assumerà la responsabilità di tutto quanto accadrà”.