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Aumento povertà: De Lieto (Pensionati) chiede risposte dal Governo

Avellino – “Il Governo deve prendere atto della situazione gravissima che sta vivendo il nostro Paese”. E’ questo il monito del Segretario Provinciale del Partito Pensionati, Antonio de Lieto, che ha posto l’accento sul disagio sociale che vede milioni di italiani impegnati nella lotta quotidiana per la sopravvivenza, a causa delle ristrettezze economiche. “L’Istat ha fotografato una situazione preoccupantissima, con oltre il 19 per cento degli italiani che possono essere considerati relativamente poveri o poveri assoluti. Una situazione che si aggrava ogni giorno di più – ha proseguito de Lieto – a causa dello stillicidio di licenziamenti, conseguente alla chiusura di attività produttive. Il nostro Paese ha fatto poco in passato per contrastare questo fenomeno e non fa praticamente nulla oggi. Come se questa situazione possa essere nascosta sotto il tappeto! Il problema sociale sta esplodendo in tutta la sua drammaticità e sono soprattutto i pensionati, le coppie con più figli, i disoccupati, le famiglie con disabili, gli anziani non autosufficienti, gli inoccupati e i lavoratori atipici a veder crescere le loro difficoltà quotidiane. Le Istituzioni non riescono a dare risposte concrete ai bisogni di aiuto di questi cittadini, i Comuni non riescono più a far fronte alla crescente richiesta di pagamento di bollette, di affitti e per le necessità quotidiane. Non si può certamente delegare tutto alla Caritas, o ad altri enti benefici? Servono risposte strutturali a sostegno dei troppi poveri che stanno caratterizzando questo momento della vita del nostro Paese. Il dato più preoccupante è rappresentato anche dalle difficoltà dell’ex ceto medio che sta scivolando verso la povertà. E’ grave che il nostro Paese spenda per le politiche di inclusione sociale solo lo 0,1 per cento del PIL, dopo di noi c’è solo l’Estonia, ma siamo superati dalla Grecia, dalla Germania, dalla Spagna, dalla Lettonia, dalla Lituania e dal Portogallo. Paesi come la Danimarca e la Gran Bretagna investono per l’inclusione sociale l’1,7 per cento del PIL e certamente l’Italia, che per tantissime cose, anche a sproposito, è esterofila, dovrebbe prendere esempio proprio da questi Paesi che hanno compreso che il sostegno ai cittadini più deboli ed in difficoltà deve essere uno dei primi doveri dello Stato. La risposta a questa situazione non può essere certamente la social card – ha concluso de Lieto – di scarsa consistenza, farraginosa e per pochi, ma l’immediato aumento di pensioni drammaticamente basse, degli assegni di invalidità e degli aiuti ai nuclei familiari dove sono presenti bambini, anziani e disabili”.

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