Una notte che poteva trasformarsi in tragedia quella vissuta da Sigfrido Ranucci, noto giornalista d’inchiesta e volto della trasmissione Report. Intorno alle 22, davanti alla sua abitazione di Campo Ascolano, alle porte di Roma, due esplosioni hanno distrutto le auto di Ranucci e di sua figlia. Le vetture erano parcheggiate una accanto all’altra, quando un ordigno – scrivono fonti giornalistiche – è esploso con tale potenza da scuotere l’intero quartiere e arrecare anche danni a una casa vicina.
Ranucci stesso ha riferito che sua figlia aveva parcheggiato lì circa venti minuti prima dell’esplosione. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, la Digos, i vigili del fuoco e la polizia scientifica per i rilievi del caso. Le autorità hanno già avviato un’indagine: il fascicolo è stato aperto dalla Procura di Roma, che procede per danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso.
La notizia dell’attentato ha suscitato un’ondata di solidarietà da parte del mondo politico, delle istituzioni e dei colleghi giornalisti. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha condannato l’atto definendolo “di gravità inaudita” e sancendo la “più ferma solidarietà” a Ranucci e alla sua famiglia. Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha annunciato che saranno rafforzate tutte le misure di tutela nei confronti del giornalista.
Anche le organizzazioni sindacali dei giornalisti, come la Fnsi, hanno parlato di un “salto di qualità” nell’intimidazione: colpire un’inchiesta significa attaccare la democrazia. I comitati di redazione Rai hanno indetto un’assemblea straordinaria davanti alla sede di Via Teulada, per dimostrare solidarietà e mobilitazione contro ogni forma di minaccia.
