Irpinianews.it

Atripalda – Tesseramento Pd: l’analisi di Spiniello (Prc)

“Il tesseramento del Pd in Irpinia ha fatto una vera e propria ‘strage’. Atripalda ne è stato l’emblema, non solo perché il numero dei tesserati è stato notevole, ma anche perché ci sono state dichiarazioni e indiscrezioni da parte di autorevoli esponenti del partito che aspirano alla carica di segretario, vedi il consigliere ex diessino, ex assessore all’urbanistica Luigi Tuccia, che candidamente ha fatto trapelare di aver da solo praticamente iscritto metà partito (e questo chiaramente per affermare la propria candidatura), contrapposta sembra al momento a quella di un suo ex compagno di partito, nonché dirigente provinciale, Salvatore Antonacci”. E’ questo il commento di Cinzia Spiniello, segretaria del Circolo P.R.C. ‘L. Libertini’ della città del Sabato, che spiega: “Apprendiamo che sul collegio di Atripalda c’è il pomo della discordia, giacchè la lista sarebbe stata presentata in ritardo e quindi non sarebbe stata accettata dal Presidente Wanda Grassi. Certo è, che se questo è il ‘nuovo’ che avanza, la vecchia Dc irpina al confronto sembra un ricordo così lontano”. E in questo senso l’esponente di Rifondazione aggiunge: “Siamo sicuri che alla fine la nostra Presidente della Provincia, che da sempre porta nel suo cuore Atripalda, metterà le cose a posto, ponendo l’uomo giusto al posto giusto, come ha sempre dimostrato di saper fare fino ad ora. Sappiamo pure però – avverte – che in questo primo anno di governo del Pd atripaldese, le cose non sono andate poi così bene, o per lo meno, non c’è stata quella ventata di novità che in tanti, soprattutto gli elettori, avevano auspicato. Troppi malumori fervono all’interno della maggioranza, gli ‘esclusi’, i ‘reclusi’, i ‘capricci’ del sindaco, che ad ogni difficoltà minaccia di dimettersi, il rimpasto e chi più ne ha più ne metta…”. E nel mirino, per Spiniello, non c’è solo la situazione del contesto locale, ma anche quella nazionale, che alimenta ‘malcontento e sfiducia dei cittadini’. Uno status quo che tira in ballo inevitabilmente la politica e la sinistra: “Siamo lontani dalla costruzione di un centrosinistra alternativo, che ad Atripalda come altrove, sia in grado di contrastare la deriva politico-culturale del paese – ammette in tal senso – e proprio ritornando per un attimo al tesseramento del Pd, siamo dispiaciuti che nella rincorsa pazza e sfrenata a tesserare tutti, si sia proposto di farlo anche ad alcuni dei pochi iscritti di Rifondazione: come dire – conclude – la follia non conosce limiti”.

Exit mobile version