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Atripalda – Sfogo del Circolo di via Fiume: “Noi epurati dal Pdl”

Atripalda – “Pur rappresentando una componente importante e fondamentale del Pdl sul piano provinciale e regionale siamo stati vittima di un tentativo di epurazione senza precedenti da parte dell’attuale dirigenza del partito. In fase di preparazione delle liste per il consiglio regionale, la nostra componente di area, ed in particolare l’amico Giuseppe Gargani, aveva chiesto senza esito una presenza nella lista del Pdl nella persona di Vincenzo Lucido, attuale vice sindaco e coordinatore del Pdl di Sant’Angelo dei Lombardi, uomo di indubbie capacità politiche, culturali e morali. Per non rimanere completamente fuori dall’agone politico, e quindi per non disperdere tutto il lavoro di anni di impegno, abbiamo chiesto ed ottenuto ospitalità nella lista ‘Per Caldoro Presidente’ formata da persone di chiara provenienza di centrodestra e da partiti di assoluto riferimento del Pdl”. A parlare sono gli esponenti del circolo di via Fiume di Atripalda, che ripercorrono le tappe di quella che definiscono la loro epurazione del ‘Popolo della Libertà’. “Stiamo purtroppo assistendo dall’ottobre del 2008 ad un lento e progressivo tentativo di liquidazione di una classe dirigente – proseguono – che ha sempre dato un contributo decisivo e significativo per la crescita ed il consolidamento del partito, in perfetta sintonia con quanto dettato dal presidente Berlusconi”. Nell’excursus che propongono ripercorrono le tappe di questo percorso, dalla revoca di Antonio De Mizio – “che tanto instancabile impegno aveva profuso per il partito” – alla candidatura sostenuta e auspicata di Cosimo Sibilia – “che ha fatto registrare, nonostante tutto, l’ennesimo atto di prevaricazione e delegittimazione” – e ancora, alla vicenda dell’atripaldese Massimiliano del Mauro, “vittima di un comportamento spietato, dopo la sua candidatura al consiglio provinciale garantita fino all’ultimo momento dai vertici del partito, soprattutto di provenienza Forza Italia, e poi immolata sull’altare delle logiche più becere della spartizione del potere”. “Per l’ennesima volta – accusano – ad Atripalda abbiamo dovuto registrare un atto di violenza inaudito verso la nostra classe dirigente che si è vista nominare un coordinamento locale in assoluta distonia con le esigenze di tutti i quadri di partito. Noi siamo iscritti e rimarremo nel partito fin quando l’ultimo barlume di democrazia interna ci consentirà di dare il nostro contributo o fin quando, cosa che già si vocifera, questi signori non avranno anche la spregiudicatezza di chiedere ed ottenere la nostra espulsione. Sappiano – avvertono – che ci difenderemo fino all’ultimo con le armi della dialettica e della proposta politica!”.

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