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Sempre nel 1998, gli ex proprietari hanno avviato un contenzioso impugnando il decreto di esproprio (per il quale avevano ricevuto per ben due volte 8 milioni di euro a causa di un errore di riscossione) dichiarando che nei propri terreni non è mai stato ritrovato alcun reperto archeologico, mistificando il lavoro della Soprintendenza. Lo scorso 16 gennaio la II sezione del Tar di Salerno, accogliendo la richiesta della famiglia Dello Jacono, si è pronunciato a favore della restituzione dei terreni espropriati con una sentenza che andrà in vigore il prossimo 2 marzo. Il Tar, inoltre, ha nominato un commissario ad acta per la restituzione dei terreni. Immediatamente la Soprintendenza ha chiesto dapprima all’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Salerno e poi quella di Roma di interporre appello al Consiglio di Stato, ricevendo un diniego. La motivazione del rifiuto espressa dall’Avvocatura Generale dello Stato è che per decadere gli esiti della sentenza – e quindi fermare l’iter di restituzione dei terreni – sarebbe sufficiente l’emanazione di un ulteriore decreto di acquisizione dei terreni da parte del Ministero per i Beni Culturali. Il tutto dovrà esser compiuto in tempi estremamente celeri. Sulla vicenda si sono attivati il sindaco Aldo Laurenzano, l’assessore alla Cultura di Atripalda Luigi Adamo e l’assessore al ramo del Comune di Avellino Salvatore Biazzo. È stao richiesto anche l’intervento del ministro avellinese Gianfranco Rotondi, del senatore Enzo De Luca e del consigliere regionale Mario Sena. La privazione dell’area archeologica costituirebbe una grandissima perdita per il Ministero per i Beni Culturali e per l’intera provincia. Attualmente sono impiegate 20 unità tra assistenti e custodi e verrebbero vanificate, in un sol colpo, le speranze della città di Atripalda che aveva riposto nel sito dell’antica Abellinum i presupposti per ricominciare a risalire la china dello sviluppo. E per domani, alle ore 10 presso la sala consiliare del Comune di Atripalda, si terrà una conferenza stampa per illustrare lo stato dei fatti.