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Atripalda – Rega: “Maggioranza compatta” ma Sdi autonomo

Atripalda – Dopo oltre tre mesi la crisi al Comune fa il suo ingresso in Consiglio. Un’assise che si è resa necessaria al fine di rispettare i termini previsti per l’adempimento di alcuni atti. All’ordine del giorno l’approvazione di una variazione di bilancio, la nomina del collegio dei revisori dei conti, la cessione di un suolo di proprietà comunale in contrada Valleverde e la nomina della commissione consiliare elettorale. Ma a farla da padrona è, ancora una volta, la politica. O forse il malessere che sale dai banchi delle opposizioni contro questioni sollecitate e mai affrontate. Un periodo di magra che a sentire gli esponenti delle minoranze avrebbe dovuto concludersi con la discussione (entro e non oltre il 29 gennaio) di alcuni argomenti posti all’attenzione del sindaco Rega. Ma così non è stato. E le questioni Parco Archeologico, Palazzo Caracciolo, Centro Servizi, Piazza Umberto I, Comitato di quartiere, etc. non affrontate in questa seduta, saranno rinviate a data da destinarsi. Sul fronte crisi, tutto tace. Almeno in apparenza. Ds e Margherita sembra abbiano firmato, per una sera, la tregua. Un ‘armistizio’ nato forse, secondo indiscrezioni, da una sorta di retroguardia da parte dei Ds. Una ‘marcia indietro’ che sembrerebbe dovuta ad una mediazione da parte della Presidente della Provincia Alberta De Simone. Ad aprire i lavori il chiarimento politico del sindaco Rega. “La maggioranza è compatta. All’ultimo Consiglio sono seguiti interpartitici, documenti e confronti che hanno portato questa maggioranza a ricucire gli strappi. Un Esecutivo che registra comunque l’autonomia dichiarata dello Sdi. Una impasse politica che non ha condizionato l’attività amministrativa”. Affermazione, questa, che non ha convinto il capogruppo di An Eugenio Laurenzano. L’esponente di opposizione ha avanzato una pregiudiziale politica al presidente del Consiglio comunale per capire se il sindaco ad oggi goda o meno della fiducia della maggioranza. Se il suo status sia o no compatibile con il prosieguo dell’attività amministrativa. Una riflessione a fronte “di confusione, accuse, insulti che hanno visto l’ex sindaco Capaldo definire i Ds caparbi e ambigui. La benedizione della De Simone non deve soprassedere a questo silenzio omertoso che ha bisogno di tradursi in risposte”. In linea con quanto già dichiarato, è la posizione dello Sdi che nella persona del consigliere Pacia ribadisce la sua piena autonomia rispetto al gruppo di maggioranza. “Un disappunto per quanto emerso dal confronto richiesto dal sindaco nel quale la delegazione ha dovuto registrare una formale e sostanziale incapacità dell’attuale maggioranza a comprendere le ragioni che hanno indotto lo Sdi a lasciare la Giunta nel marzo 2005. Si è ritenuto di comporre una crisi tra i due partiti dell’Esecutivo con l’ingresso dello Sdi in Giunta senza un minimo di valutazione dei problemi che i socialisti avevano posto”. Dalla cura del patrimonio comunale alla vigilanza sulle concessioni, da una gestione ‘disinvolta’ dello strumento urbanistico alla vigilanza sul territorio, dal recupero delle zone periferiche ad un impegno concreto per il recupero del ‘ghetto Alvanite’ , dalla verifica della pressione fiscale al recupero delle evasioni tributarie. L’ex esponente della giunta Rega elenca i problemi che lo Sdi ha evidenziato “…registrando la totale chiusura della Margherita e l’assoluta acquiescenza del sindaco. Evidente – conclude Pacia nel suo intervento – che su tali presupposti non vi è spazio per un ritorno dello Sdi a responsabilità esecutive. La crisi non può essere risolta con il coinvolgimento dei Socialisti senza una chiara assunzione di responsabilità sui problemi posti dagli stessi”. Insomma, crisi risolta… ma restano troppe domande senza risposte. (di Marianna Morante)

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