
Atripalda – “Se non dovesse essere ricordata per nessuna iniziativa utile per la comunità (e sembra che così debba essere) la Giunta municipale che ha guidato le sorti di Atripalda nel quinquennio 2002-2007 verrà riportata nelle cronache della nostra Città sicuramente per lo scempio di cui si è resa responsabile ai danni – urbanistici e morali – del Monumento ai Caduti”. La ‘protesta’ parte da Eugenio Laurenzano, esponente di An nonché fratello del primo cittadino atripaldese Aldo. “L’aver consentito ad incauti tecnici comunali – spiega in una nota – di realizzare una vasca piastrellata, per giunta di pessima qualità, intorno ad uno dei simboli più cari ai cittadini è innanzi tutto un’offesa alla memoria di quanti con quella testimonianza marmorea si intese commemorare ed al tempo stesso affidare ad imperitura considerazione da parte delle future generazioni per aver immolato la vita in difesa della Patria. La struttura monumentale, progettata dallo scultore napoletano Raffaele Marino e realizzata grazie ad una pubblica sottoscrizione, venne edificata all’indomani della Grande Guerra in un’area ben visibile di Piazza Umberto, protetta da una recinzione, metallica ed arborea, che l’ha custodita gelosamente per quasi un secolo. Numerose nel tempo si sono susseguite ai piedi del monumento celebrazioni e commemorazioni religiose e civili, eventi suggestivi che hanno la forza di aggregare una comunità. Sullo sfondo, in cima alla colonna marmorea, la figura imponente di un soldato in tenuta di combattimento, un’immagine che si stagliava ben definita nel cielo della piazza. Oggi quell’immagine è stata offuscata dall’intervento operato dall’Ufficio Tecnico del Comune che con una disinvoltura a dir poco inquietante – complice evidentemente e comunque responsabile in solido la Giunta municipale – ha inferto un duro colpo alla storia ed al valore simbolico del Monumento ai Caduti. La recinzione è scomparsa, la zona di rispetto è finita nelle ortiche: il tutto per cedere il posto ad una vasca che dal punto di vista estetico è un’autentica oscenità urbanistica, la cui presenza impedisce persino di deporre un fiore in ricordo dei Caduti. Ciò che meraviglia in questa vicenda è il silenzio… assordante delle varie soprintendenze ai beni culturali e architettonici che non hanno avvertito e continuano a non avvertire il dovere istituzionale di intervenire in difesa del valore storico e culturale del monumento, avallando in tal modo con il loro silenzio lo scempio posto in essere da sprovveduti amministratori comunali per nulla rispettosi della storia patria. E meraviglia ancora di più il comportamento di chi ieri avrebbe potuto e dovuto intervenire al fine di impedire lo scempio e non è intervenuto per non disturbare il “manovratore” di turno ed oggi, a cosa fatta, grida allo scandalo. Rimuovere quella fontana e restituire decoro al Monumento ai Caduti è quanto chiedono gli Atripaldesi. Se gli attuali amministratori comunali considerano deturpante la presenza della vasca, molto simile a quelle che si usano per la vendita natalizia del capitone, e le casse municipali sono al rosso, si organizzi – proprio come avvenne per l’edificazione dell’intera struttura che vide la generosa partecipazione di emigrati atripaldesi residenti negli Stati Uniti – una pubblica sottoscrizione al fine di ridare dignità architettonica al monumento e tributare il doveroso omaggio ai Caduti”.
SCHEDA MONUMENTO
Comitato promotore: presidente Sabino Mottola
Commissione giudicatrice: prof. Luigi De Luca, ingegneri Alfredo Belli e Vincenzo Vecchia
Vincitore concorso: scultore Raffaele Marino
Costo dell’opera: Lire 100.000 (centomila)
Fondi: pubblica sottoscrizione
Inaugurazione: 13 giugno 1927, con benedizione dell’Arciprete Gabriele Losco
Autorità presenti: Filippo Visconti (podestà), Arturo Cessari (rappresentante Governo nazionale), Senatore Enrico Cocchia