
Atripalda: 9 febbraio, è il giorno di San Sabino. Come ogni anno, la festa dei Santi protettori della cittadina del Sabato (San Sabino Vescovo e San Romolo Diacono) è molto sentita. Nove giorni intensi, cominciati il primo febbraio, che culmineranno oggi (giorno in cui ricorre la morte di San Sabino) con la celebrazione della Santa Messa officiata dal Vescovo di Avellino Monsignor Francesco Marino alle ore 11.00 presso la Chiesa di S. Ippolisto (nel cui ipogeo, il celebre “Specus Martyrum”, è sepolto il Santo). Seguirà la processione per le vie del centro e come da tradizione durante le celebrazioni eucaristiche tutti i credenti potranno ricevere la Santa Manna, il liquido che prodigiosamente stillava dalla tomba di San Sabino, liquido che operava guarigioni e rendeva fertile la campagna irpina. Come già detto i festeggiamenti in onore del Santo Patrono di Atripalda, protettore dei terremoti, hanno catalizzato l’attenzione di tutti i fedeli già da diversi giorni. Alle 19.30 in Piazza Umberto I, il tradizionale falò di San Sabino organizzato dai dipendenti dell’amministrazione comunale.Faranno da contorno i falò dei quartieri e delle zone circostanti, in onore del Santo che riscalderanno l’atmosfera festosa sulle rive del Sabato. Per quanto riguarda il falò in piazza Umberto I, è il primo falò nella nuova piazza disegnata tenendo conto, almeno così si dice, delle esigenze dell’evento con la creazione di uno spazio adeguato, predisponendo un’apposita pavimentazione in pietra lavica che consentirà di non rovinare l’agorà. Da citare anche l’altro spettacolare falò in Piazza Sparavigna su iniziativa del “Club Lupi Irpini”, grazie all’impegno ed alla collaborazione di tutti i soci ed, in particolare, di Giovanni Romito. Soddisfazione è stata espressa dall’inossidabile Gennaro Marena, presidente del Comitato in onore di San Sabino, vera anima delle iniziative pro- Festa. “Siamo orgogliosi – ha affermato – perché per Atripalda l’accensione dei fuochi in piazza sarà un momento che ci unirà ancor di più e ci farà rivivere quel legame antico che la nostra città ha nei confronti di San Sabino”.