
Atripalda – Non ci sono parole per descrivere il dolore che stanno provando nonno Vincenzo e mamma Gabriella per la tragica perdita del piccolo Cristian. Un dolore immenso che solo chi lo ha provato può capire. Questa mattina Contrada Alvanite era avvolta nel silenzio. Le tapparelle dei balconi delle palazzine popolari ai civici 11 e 12 erano abbassate proprio in segno di lutto mentre nella Chiesa il parroco, Don Enzo De Stefano, da sabato sera continua a pregare per le anime di Cristian e di Vincenzo Murè. Ad Atripalda c’è tanta rabbia per una tragedia che ha dell’assurdo per come si è consumata. Vincenzo Murè, 43enne residente a Montefalcione, sabato pomeriggio insieme a Cristian, il bimbo 12enne della sua convivente, si era recato in moto da un amico in provincia di Nola per ritirare alcune locandine che sarebbero servite per il motoraduno organizzato per domenica nella città del Sabato. Stavano facendo ritorno ad Atripalda quando per un guasto alla moto si sono dovuti fermare nella corsia d’emergenza dell’A30 all’altezza di Palma Campania. E mentre stavano andando a chiedere aiuto raggiungendo la colonnina d’emergenza, un autocarro è sopraggiunto ed in pochi istanti si è consumata la tragedia. Il furgone li ha investiti. Un impatto violentissimo tant’è che i due corpi sono sbalzati per oltre cinquanta metri. Oggi, a distanza di tre giorni dall’incidente mortale, il dolore non si attutisce e la disperazione di una giovane donna, che in un solo istante ha perso sia il figlio che il compagno, dilaga. Oggi Gabriella ha un unico desiderio: seppellire Cristian e Vincenzo vicini, nel cimitero di Atripalda ma il suo appello sembra che non sia stato accolto. Intanto nella seconda E, i compagni di classe di Cristian sono ritornati in aula. Commentano con gli insegnanti la tragedia ed hanno voluto realizzare dei cartelloni con messaggi rivolti al loro piccolo amico: “Cristian sarà difficile dimenticarti”, “Ciao,ti vorremo sempre bene”. Messaggi che saranno letti in Chiesa durante i funerali come pure quelli scritti dai ragazzi della terza C della Scuola Media “Masi”. Una tragedia che non ha colpito solo i familiari ma un’intera comunità.