
Atripalda – Il consigliere comunale per il Pdl, Raffaele La Sala, continua la sua battaglia consiliare con alcuni interrogativi sull’azione amministrativa della giunta comunale guidata dal sindaco Aldo Laurenzano. Per la Sala, “se non ci saranno intoppi il Consiglio Comunale di Atripalda potrebbe riunirsi il 16 ottobre. E così, dopo quello di San Gennaro, non ci resta che attendere il Consiglio di… San Gerardo”. La nota continua: “A tempo scaduto e con contestuale diffida prefettizia (la terza in pochi mesi…) a dimostrare l’approssimazione e l’affanno…politico con cui si pretende di amministrare Atripalda. Al più tardi (entro il 23 ottobre) dovranno anche essere approvati gli equilibri di bilancio. In caso contrario, ci sarebbe prima la nomina di un commissario ad acta e poi -come prevede la legge- lo scioglimento del Consiglio Comunale. Ma non ce ne sarà bisogno… Prevedibilmente Laurenzano e compagni, ingoieranno anche il rospo del Conto Consuntivo ed intanto salveranno le spalle… Mentre alcuni ingenuamente si esercitano nella ricerca di ‘responsabilità’, proviamo a dare un’occhiatina agli swap, mentre pare che il Governo (come da noi auspicato) sta cercando di mettere un’argine al…disastro. Al tasso attuale la seconda rata semestrale di 56.000 euro circa (pudicamente prevista in consuntivo a 41.000 circa) avrebbe già superato, per la prima rata del 2009, quota 60.000… e l’euribor non promette nulla di buono”. I conti…di la Sala continuano: ” (Ve la ricordate più la magica previsione annuale di 20.000 euro della prima previsione di bilancio del marzo scorso? E da allora quali iniziative sono state assunte? E i fantastici… ‘consulenti’ ed ‘esperti’… che dicono?… minimizzano? O parlano per sentito dire? E l’advisor? La banca? Si possono avere, di grazia, note ufficiali chiare e soprattutto ‘leggibili’?) Cifra quasi quadruplicata in un anno…per non parlare del mark to market (e cioè, per capirci, dei costi per scappare a gambe levate dalla magìa della finanza derivata…), quantificabile oggi in circa 1 milione di euro (uanim’ ‘o priatorio…). Altro che…santi, chiacchiere e magheggi. I conti proprio non vogliono saperne di…tornare: e tra debiti ‘pregressi’, bollette insolute, fornitori allo stremo e debiti fuori bilancio…, in assenza di una seria programmazione ed una superficiale gestione della spesa…saranno, come al solito, i cittadini a pagare inefficienze e ritardi. E forse nemmeno la prevedibile ‘stangata’ basterà. Intanto Laurenzano e compagni… si sarebbero ‘ricompattati’ e promettono sfracelli… Ma proprio non si accontentano di quelli che hanno fatto già?”