
(di Antonio Porcelli) – E’ il paese che è stato sempre al centro dell’attenzione pubblica, in cui negli ultimi anni ogni tipo di progettualità ha fatto storcere il naso ai tanti tranne che ai “diretti interessati” alimentando la sfiducia nella politica. Dopo tanti trasformismi e ipotesi di laboratorio politico che hanno prodotto l’emarginazione e… l’eliminazione di molti soggetti locali, arriva finalmente ad Atripalda il redde rationem ( la resa dei conti). Dico finalmente, perché la sfida tra i poteri forti che per anni ha tracciato e condizionato la vita politica determinando scelte non comprensibili ai più, l’ultima è l’idea… della piazza centrale del paese, si confronterà tra due modi di intendere la vita amministrativa per il suo rilancio nell’interesse della collettività. Il potere politico si confronta con il potere economico: nella città del commercio, Atripalda come Lioni in Alta Irpinia, il denaro vale più delle parole e delle chiacchiere. Per circa un trentennio, comprendendo anche gli anni del terremoto, le rive del Sabato hanno subito il potere surrogatorio della politica condizionato dal potere economico senza creare occasioni di sviluppo, se non quello dei privati, e senza tener conto delle potenzialità del paese. La candidatura a mo di contropiede di Raffaele La Sala da parte di una frangia della Margherita con la benedizione di Gerardo Capaldo deus ex machina della realtà locale e con il filtro dell’ing. Antonino Lombardi conferma quanto in premessa. Siamo di fronte al braccio di ferro tra diversi modi di intendere la politica ad Atripalda. Da una parte, l’antica sfida sul tipo : ”Con me o contro di me”, dall’altra un gruppo di volenterosi, autorevoli o meno, che probabilmente, se non interverranno le interferenze dell’ultima ora si “ accoppieranno” con gli odiati “amici” della Quercia locale che ad iniziare dalla leader Alberta De Simone è proiettata ormai verso il Partito Democratico. Atripalda pertanto diventa il primo laboratorio in Irpinia del nuovo progetto politico finalizzato al governo dell’Italia che dovrà fare i conti con i limiti della realtà e con le sue contraddizioni. Da una parte, la dimensione del sogno oppure una realtà senza sogno per la mancanza di prospettive di trasformazione della società locale. In sintesi:- le “resistenze” interne al ceto politico italiano, irpino e quindi atripaldese intese a fortificare strumenti di spartizione del potere e di organizzazione del consenso – hanno sempre ragione di esistere nonostante la disaffezione della gente? Oppure, occorre ridare senso etico all’azione politica dando maggiore risalto alla nuova concezione della laicità, all’equità sociale, alla lotta ai guasti ambientali e al precariato e alla “seria” attenzione alle generazioni future? Il paese di San Sabino non rifugge da queste domande che sono attese dalle risposte delle prossime amministrative. Chi vince avrà il dovere di governare: chi perde avrà il compito di sollecitare e di controllare. E’ il gioco della democrazia: ma almeno si esca fuori dagli equivoci dei fratelli contro, delle famiglie divise e della politica del trasformismo. L’antica Abellinum, piaccia o meno, è diventata sempre più anonima, anche perché…sono sempre meno gli atripaldesi . In soccorso dei miei concittadini mi viene in mente la campagna dedicata da Legambiente per la salvaguardia degli anfibi durante il delicato periodo della riproduzione, lanciando lo slogan “ La notte dei rospi”. In sintesi, durante il periodo dell’amore, i rospi e le rane compiono vere e proprie migrazioni per raggiungere le zone umide dove deporre le uova: un percorso che passa, spesso, per strade trafficate, attraversate da automezzi che in velocita’ li travolgono e li uccidono. Legambiente richiama l’attenzione sulla salvaguardia degli anfibi, sensibilizzando le istituzioni alla protezione degli habitat naturali e alla creazione di soluzioni strutturali al problema dell’attraversamento. Questa specie abita il pianeta da oltre 250 milioni di anni, ma oggi piu’ che mai corre il rischio di estinguersi non solo perche’ la permeabilita’ della loro pelle li rende piu’ sensibili ai cambiamenti climatici e ambientali, ma anche per il consistente numero di esemplari che muoiono nel percorso per depositare le uova. Diventa pertanto sostanziale il percorso e l’attraversamento. Ad Atripalda e sulle rive del Sabato, come negli altri paesi chiamati alle urne e nell’intera provincia, è importante comprendere il tragitto e se permettete, anche i compagni di viaggio….