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Atripalda – Criscuoli (Mps): “Tarsu: gli atripaldesi addomesticati”

Atripalda – “Avevamo solo chiesto al nostro sindaco di tenere in conto il nostro punto di vista sulla difficile situazione economica del comune” così in una nota Luca Criscuoli di Movimento per la Sinistra, che continua: “Pensavamo che le nostre esigenze potessero coincidere con l’annunciato faccia a faccia tra l’AC e la cittadinanza sulla questione della TARSU, ma il tempo è passato invano e non c’è stato alcun passo avanti. Così mentre gli atripaldesi erano, e sono, impegnati a far quadrare i conti dopo l’ultima stangata della TARSU, chi ci governa ha pensato ad altro, a contare e a contarsi, e mettere in campo tutte le risorse disponibili per affrontare al meglio l’appuntamento delle Primarie con gli elettori di Centrosinistra. I risultati si sono visti e con essi tutti i risvolti della disputa in seno alla maggioranza PD. Ma cosa è cambiato per gli atripaldesi? Nulla: in fila per le primarie, in fila alle Poste a pagare, a testa bassa senza protestare, senza prestare attenzione all’enormità dell’importo scritto sulla bolletta”.
Molto dura l’analisi del portavoce locale del movimento di Vendola a proposito dell’atteggiamento dei suoi compaesani: “Un atto di fedeltà che non riusciamo a spiegarci. Un tempo spesso capitava di sentire in giro la teoria secondo la quale per suscitare una reazione vera, forte, da parte della cittadinanza di fronte ad una ingiustizia bastava che qualcuno mettesse le mani nelle sue tasche. Questa teoria è stata clamorosamente smentita dagli atripaldesi i quali invece, si sono affrettati a “mettersi in regola”, senza riflettere nemmeno un pò su quanto stava accadendo in modo anche piuttosto clamoroso. Gli atripaldesi hanno perso la voce, sono stati addomesticati a dovere, evidentemente i legami costruiti nel tempo con i vari riferimenti politici sono troppo forti per essere sciolti anche di fronte ad importi in bolletta pari ad un terzo dello stipendio di un operaio, alla metà di una pensione. Dovremo aspettare ancora molti anni – conclude Criscuoli – prima che rinasca una nuova coscienza civile capace di sottrarsi ai giochi meschini della politica e dei “potentati” locali e di imporre una nuova concezione di governo e di controllo del territorio attraverso la trasparenza e la partecipazione alle scelte importanti che riguardano la qualità della vita dell’intera cittadinanza”.

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