
Come annunciato Antonio Festa si dimette dalla presidenza dell’Ato. La comunicazione ufficiale con la convocazione del consiglio di amministrazione fissato per lunedì. Una lettera indirizzata ai membri Giovanni Colucci, Cosimo Sibilia, Cosimo Testa, Alessandro Pannese, Luigi Fusco e Fausto Pepe per comunicare gli esiti della seduta –assemblea saltata dell’Ato. Il presidente Festa, era molto rammaricato per il comportamento tenuto dai sindaci. L’assenza massiccia delle fasce tricolori non è stato digerito dal presidente che non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Cosa che invece ha fatto Giovanni Ianniciello sindaco di Grottaminarda. “Ho invitato Festa a dimettersi. Questo ostruzionismo omertoso dei partiti è indecente. C’erano solo una ventina di fasce tricolori, peraltro dei comuni più piccoli, quindi il numero delle quote era ben lontano. Festa non può essere offeso in questo modo, sono per forme di democrazia partecipata”. Per il sindacalista Franco De Feo della Uil “è una catastrofe non annunciata, gli impegni presi nei vari tavoli sono venuti meno da parte della politica. Il presidente Festa le aveva tentate tutte, ma anche questa volta la politica ha giocato un brutto scherzo”. Ricordiamo che stamani l’assemblea doveva approvare l’assestamento di bilancio e, soprattutto, esaminare l’aggiornamento del Piano idrico d’ambito. Il presidente Festa e il suo Cda provavano ad incassare il via libera sul capitolo finanziario e su quello che si configura come il ‘piano regolatore delle acque’ nelle province di Avellino e Benevento, a un mese e mezzo dallo scioglimento dell’ente (salvo proroghe peraltro date per probabili).