Salta per mancanza di numero legale l’assemble Ato presieduta dal commissario straordinario dell’Ente Provincia, dr.Vincenzo Madonna. Pochi i sindaci e i delegati per raggiungere la fatidica soglia del 50,01% per l’espletamento delle votazioni. La percentuale complessiva raggiunta nell’assemblea di oggi è stata pari al 22,74% con la presenza di 22 enti di cui 13 per Benevento – compreso Comune e Provincia – e 9 per Avellino. I partiti del centrosinistra, dunque, non hanno raggiunto l’intesa e a quanto pare la questione si è impantanata sulla posizione dell’on. Clemente Mastella che non avrebbe ancora sciolto le riserve sulla posizione dell’Udeur. L’elezione del nuovo presidente dell’Ato infatti altro non rappresenta che il preludio alle future alleanze in vita delle amministrative del 2009. Il potenziale accordo con l’Udeur infatti traccerà almeno per linee approssimative gli assetti politici dei prossimi appuntamenti elettorali. La prossima assemblea verrà convocata non prima di una settimana e nel caso in cui i prossimi appuntamento dovessero andare deserti allora anche per l’Ato si avvierebbe una fase di commissariamento. Non tardano comunque ad arrivare le prime polemiche. “E’ giunto il momento di dire basta alle continue prese in giro alle quali sono sottoposti i sindaci della provincia di Avellino e Benevento. Sono ormai 5 mesi che l’assemblea dell’Ato non riesce ad eleggere il Presidente e a nominare il Consiglio di amministrazione”. Lo dichiara Francescantonio Rossi, vicesindaco di Guardia Lombardi e dirigente provinciale dell’Mpa. “Ancora una volta – spiega Rossi – i sindaci sono stati convocati per eleggere gli organi statutari e ancora una volta sono stati beffati dai continui giochi di potere messi in atto dal Pd e dal centrosinistra. Addirittura, nella seduta di questa mattina il Commissario, inspiegabilmente, non ha ritenuto necessario neanche procedere alla verifica del numero legale, rimandando per l’ennesima volta, adempimenti che sono imposti dalla legge e che sono vitali per la vita di un ente fondamentale per la gestione delle acque. E’ davvero singolare che proprio gli esponenti del Pd, che con facilità si stracciano le vesti denunciando una presunta democrazia bloccata nel Paese, avallino le pratiche poco democratiche di qualche loro esponente che, prima dell’assemblea, si dava da fare per evitare che si raggiungesse il numero legale. I consiglieri di amministrazione, ormai in regime di prorogatio dal mese di maggio, continuano a percepire laute indennità a fronte di una sostanziale inoperosità. La provincia di Avellino non merita una simile classe dirigente che, con sconcertante disinvoltura, non consente ad un ente come l’Ato di operare a pieno regime per risolvere i tanti problemi legati al ciclo integrato delle acque. A questo si aggiunge l’annosa questione dei dipendenti precari i quali, a causa del continuo rinvio dell’elezione degli organi, non sanno quale sia il loro futuro lavorativo. Facciamo appello al Prefetto di Avellino – conclude Rossi – affinché provveda, secondo le sue competenze, a porre fine ad una situazione ormai incresciosa e dannosa per gli interessi della provincia di Avellino e degli irpini”.
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